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AGRICOLTURA

Radicchio, i prezzi non coprono i costi

Nei giorni scorsi l’incontro tra il Consorzio ed il neo assessore all’Agricoltura Penzo

Radicchio, i prezzi non coprono i costi

Al centro del confronto criticità, certificazioni, concorrenza sleale e lotta al caporalato

CHIOGGIA – Un confronto definito “necessario e costruttivo” quello avvenuto giovedì scorso tra il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp e il neo assessore all’agricoltura del Comune di Chioggia, Matteo Penzo, che ha risposto prontamente alla richiesta di incontro avanzata dal presidente del Consorzio, Roberto Pavan.

Alla riunione ha partecipato anche una delegazione composta dal responsabile ai rapporti esterni Giuseppe Boscolo Palo e dal presidente della cooperativa socia Capo, Claudio Ferro. Sul tavolo, le criticità che da oltre un anno stanno mettendo in difficoltà il comparto agricolo locale. Il Consorzio ha ribadito come i prezzi riconosciuti ai produttori siano ormai da mesi insufficienti a coprire i costi, aggravati dall’aumento delle spese energetiche e delle materie prime, conseguenza diretta delle tensioni internazionali e dei conflitti in corso.

Una situazione che, secondo gli operatori, rischia di compromettere la sostenibilità economica di molte aziende del territorio. Tra i temi centrali anche la necessità di definire una certificazione pubblica che renda più trasparenti le fasi produttive e commerciali del radicchio, strumento ritenuto fondamentale per tutelare sia i produttori sia i consumatori.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati inoltre aspetti legati alla concorrenza sleale e alle recenti segnalazioni mediatiche su episodi di caporalato e irregolarità nei permessi di soggiorno legati al decreto flussi. L’assessore Penzo ha espresso disponibilità a coordinare un incontro allargato che coinvolgerà gli operatori del Mercato ortofrutticolo di Brondolo, le organizzazioni agricole, il Consorzio di Tutela e le Forze dell’Ordine, con l’obiettivo di affrontare in modo condiviso le problematiche più urgenti.

Un primo passo, sottolineano dal Consorzio, verso un percorso di collaborazione che possa restituire stabilità e prospettive a uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura clodiense.

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