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Arriva il farmaco per smettere di fumare

Il farmaco potrà essere prescritto dal medico e dispensato con copertura del SSN

Arriva il farmaco per smettere di fumare

VENEZIA - In Italia circa un adulto su quattro è dipendente dal fumo, e il tabacco continua a rappresentare una delle principali cause prevenibili di morte, con stime che oscillano tra 70mila e oltre 90mila decessi all’anno. In questo contesto, la disponibilità di un nuovo trattamento farmacologico rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) potrebbe cambiare radicalmente l’approccio alla dipendenza da nicotina.

Si chiama citisina, principio attivo di origine vegetale contenuto nel farmaco Recigar, il primo trattamento specificamente indicato per smettere di fumare a entrare nella rimborsabilità pubblica italiana. Il via libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) era arrivato lo scorso dicembre, mentre la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nelle ultime ore ha reso operativa la possibilità di prescrizione con copertura SSN.

La citisina non è una molecola nuova: studiata da anni, è utilizzata da decenni nei Paesi dell’Europa orientale come supporto alla cessazione del fumo. La sua introduzione nel sistema di rimborsabilità italiano segna una novità importante, consentendo ai fumatori di accedere a un trattamento fino ad oggi limitato dall’aspetto economico. In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, i fumatori sono circa 12 milioni. La dipendenza da nicotina resta una delle forme più diffuse e difficili da trattare, perché combina meccanismi biologici, comportamentali e sociali che rendono frequenti le ricadute anche dopo più tentativi di smettere.

La citisina è una sostanza naturale estratta dai semi di Cytisus laburnum, pianta della famiglia delle Fabaceae, e la letteratura scientifica internazionale ha recentemente rivalutato la sua efficacia e sicurezza, pubblicando studi su riviste come New England Journal of Medicine e JAMA. Dal punto di vista farmacologico, la citisina agisce sui recettori nicotinici dell’acetilcolina, proteine presenti sulle cellule nervose che funzionano come “interruttori chimici” e regolano funzioni come memoria, attenzione e controllo dei movimenti. La nicotina, legandosi agli stessi recettori, attiva i circuiti cerebrali della ricompensa, stimolando il rilascio di dopamina e generando piacere e gratificazione, alla base dello sviluppo della dipendenza.

La citisina agisce come agonista parziale: si lega ai recettori della nicotina attivandoli in modo meno intenso, riducendo così i sintomi dell’astinenza, come irritabilità, difficoltà di concentrazione e forte desiderio della sigaretta, e bloccando contemporaneamente l’effetto gratificante del fumo. Questo meccanismo aiuta il cervello ad adattarsi progressivamente alla riduzione della nicotina, in modo simile ad altri farmaci antifumo come la vareniclina, ma con una lunga storia di utilizzo in diversi Paesi europei.

Il farmaco si somministra per via orale sotto forma di compresse seguendo uno schema progressivamente decrescente della durata di circa 25 giorni. Nella fase iniziale le compresse vengono assunte più volte al giorno per gestire i sintomi dell’astinenza, mentre nelle settimane successive la posologia diminuisce fino alla sospensione. Il percorso terapeutico prevede anche l’individuazione di una quit date, data entro cui interrompere completamente il fumo, di solito fissata nei primi giorni di trattamento. L’uso è indicato negli adulti, con esperienza più limitata nei pazienti sopra i 65 anni.

Grazie alla rimborsabilità, il farmaco potrà essere prescritto dal medico e dispensato con copertura SSN, riducendo il costo diretto per il paziente. L’accesso avverrà preferibilmente all’interno di percorsi clinici dedicati alla cessazione del fumo, gestiti dai centri antifumo, dai medici di medicina generale o dagli specialisti dei servizi per le dipendenze, garantendo che la terapia farmacologica sia inserita in un percorso clinico completo.

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