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AMBIENTE
01.04.2026 - 14:27
Il progetto unisce ricerca ed economia circolare, con un’attenzione al riciclo del materiale recuperato
CHIOGGIA -Ogni minuto, un camion di plastica finisce in mare: 12 milioni di tonnellate all’anno, tra cui reti da pesca perse o abbandonate che continuano a intrappolare pesci, crostacei, tartarughe, uccelli marini e mammiferi. È la “pesca fantasma”, una minaccia invisibile ma letale per gli ecosistemi marini, e da oggi anche Chioggia entra nel cuore della battaglia contro questo inquinamento con il progetto GHOSTNETS, iniziativa di grande rilevanza ambientale promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito del programma PNRR – Marine Ecosystem Restoration (MER). La città lagunare è infatti tra i 20 territori strategici italiani coinvolti in quella che è definita una delle operazioni di recupero più estese e importanti a livello mondiale.

Il progetto, che interesserà anche un tratto delle Tegnùe di Chioggia, è stato presentato stamattina in Municipio alla presenza di una folta rappresentanza istituzionale e scientifica: Mauro Armelao, Sindaco del Comune di Chioggia; Serena De Perini, Vicesindaco e Assessore all’Ambiente del Comune; Elisa Venturini, Assessore all’Ambiente della Regione Veneto; Andrea Palma, Comandante della Capitaneria di Porto di Chioggia; intervento video di Cecilia Silvestri, ISPRA RUP – Intervento GHOSTNETS; Stefano Chianese, Project Manager RTI GHOSTNETS; Massimo Marchiori, Delegato Marevivo Veneto; Massimo Ponti, Dip. Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – Univ. Bologna – ULR CoNISMa. Ha moderato l’incontro Massimo Maria Amorosini, Responsabile Relazioni istituzionali e comunicazione di Castalia.
La prima attività di mappatura della zona antistante Isola Verde è già stata completata nei giorni 3, 4 e 5 marzo, mentre i recuperi dei materiali sono previsti tra il 7 e l’8 aprile e dureranno circa una settimana, salvo imprevisti legati alle condizioni meteo. Al termine della pulizia verrà comunicato il bilancio del recupero.
L’iniziativa GHOSTNETS, parte del più ampio programma PNRR MER, prevede il ripristino di 20 aree nei mari italiani in cui sia stata rilevata la presenza di attrezzi da pesca e acquacoltura abbandonati o dispersi. ISPRA, soggetto attuatore del progetto, ha affidato il recupero a Castalia Consorzio Stabile, Fondazione Marevivo e CoNISMa – Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare, in un’azione integrata che unisce competenze scientifiche, tecniche e operative. L’obiettivo finale è consentire la ricolonizzazione delle aree, liberandole dai rifiuti che soffocano i fondali ed eliminando una minaccia costante per flora e fauna marine.
“Le nostre Tegnùe rappresentano un tesoro naturale da preservare – ha detto Mauro Armelao, Sindaco di Chioggia – non solo per i residenti ma per tutta la collettività. A Chioggia sappiamo bene quanto l’habitat marino sia fondamentale, sia dal punto di visto economico che ambientale. Grazie all’Assessore regionale Venturini che oggi ha voluto essere qui a Chioggia e alla Regione Veneto che ci ha affidato la gestione del sito delle Tegnùe che noi vogliamo valorizzare anche dal punto vista turistico, rendendolo mèta anche per i crocieristi che sbarcano nella nostra città”.

“L’estensione delle attività a Chioggia – ha sottolineato Serena De Perini, Vicesindaco e Assessore all’Ambiente del Comune – rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela dell’Adriatico settentrionale e degli ecosistemi lagunari. Il territorio clodiense, storicamente legato alla pesca e al mare, offre un contesto ideale per sviluppare un modello integrato che coinvolga: istituzioni locali, comunità della pesca, operatori economici, cittadini. Chioggia potrà così diventare un punto di riferimento nazionale nella gestione sostenibile delle risorse marine e nella lotta all’inquinamento da rifiuti da pesca. Ringraziamo una volta di più la Regione Veneto per averci affidato la gestione delle Tegnùe perché da quando l'ha fatto non abbiamo perso occasione per impegnarci per ripulire questo sito. Il lavoro fatto fino ad ora è stato proficuo e ha visto l’impegno di Amministrazione e uffici”.
“Le Tegnùe di Chioggia rappresentano un patrimonio naturalistico straordinario, spesso poco conosciuto ma di valore inestimabile per la biodiversità dell’Adriatico. Intervenire per rimuovere le reti fantasma, che danneggiano i fondali e compromettono l’ambiente, significa proteggere gli habitat, salvaguardare le specie marine e restituire integrità a un ecosistema fragile e prezioso. Preservare la bellezza richiede una grande responsabilità, per la quale ringrazio il Comune di Chioggia che in qualità di ente gestore dell’area su indicazione della Regione del Veneto dal 2023, conferma il proprio impegno nella protezione del patrimonio naturale e nella promozione di politiche ambientali integrate, con il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni. La Regione del Veneto è un’alleata per la sostenibilità dei territori. Condividere percorsi per sostenere le comunità locali in progetti di valore, è una priorità per la Regione che a breve approverà la strategia di mitigazione e adattamento del cambiamento climatico, un piano operativo che guiderà tutti i provvedimenti, integrando le variabili climatiche nelle politiche infrastrutturali, economiche, sociali e territoriali”.

Fondamentale l’attività della Guardia Costiera: il Comandante Andrea Palma ha ribadito come la mission sia la tutela del mare e come progetti come GHOSTNETS vadano in questa direzione, sottolineando l’importanza delle attività di sensibilizzazione nelle scuole e la diminuzione dei verbali di accertamento, indice di una maggiore sensibilità verso la salvaguardia marina.
“I ricercatori di ISPRA evidenziano come le reti da pesca abbandonate costituiscano una minaccia persistente e spesso invisibile per gli ecosistemi marini. In questo contesto, il valore straordinario del progetto PNRR-MER e dell'intervento Ghost Nets risiede nella capacità di coniugare ricerca, tutela e azione concreta di ripristino ambientale. Chioggia rappresenta, in questo quadro, un sito strategico di intervento: un'area di alto valore ecologico, come quella delle Tegnùe, che diventa modello concreto di protezione e rigenerazione del mare”, ha spiegato Cecilia Silvestri, ISPRA RUP – Intervento GHOSTNETS.
“Castalia è in prima linea nelle operazioni di recupero delle ghost nets, mettendo in campo competenze altamente specialistiche, capacità operative e una solida infrastruttura logistica per intervenire in modo efficace e sicuro sui fondali. Liberare il mare da queste minacce significa restituire ossigeno agli ecosistemi e proteggere concretamente la biodiversità. Anche nelle Tegnùe, al fianco di ISPRA e insieme a CoNISMa e Marevivo, prosegue il nostro impegno quotidiano per la tutela del patrimonio marino del Paese”, ha aggiunto Stefano Chianese, Project Manager RTI GHOSTNETS.

“Il recupero delle reti e degli attrezzi da pesca abbandonati sulle Tegnùe di Chioggia rappresenta un intervento necessario per la tutela di un habitat di elevata sensibilità ecologica. Le Tegnùe, strutture biogeniche complesse che svolgono un ruolo fondamentale come hotspot di biodiversità nell’Alto Adriatico, sono particolarmente vulnerabili all’impatto delle reti fantasma. Questi attrezzi, sebbene incagliati, continuano a catturare e soffocare la flora e la fauna marine, alterando la funzionalità dell’ecosistema”, dichiara Massimiliano Falleri, Responsabile Divisione Subacquea di Marevivo. “Grazie all’intervento GhostNets e alla sinergia tra Marevivo, Castalia, CoNISMa e ISPRA, è stato possibile effettuare un’attività mirata di individuazione, mappatura e rimozione degli attrezzi da pesca abbandonati, basata su protocolli condivisi e un approccio integrato tra ricerca scientifica e operatività subacquea. Il progetto ha consentito di migliorare lo stato ecologico dell’area e contribuire in modo efficace alla conservazione degli habitat bentonici tipici delle Tegnùe”**, conclude Falleri.
“Le Tegnùe di Chioggia sono fragili biocostruzioni marine ricche di specie rare e protette, che si sviluppano a partire dai 18 m di profondità. Purtroppo, è frequente trovare su questi fondali reti da pesca e acquacoltura rimaste involontariamente impigliate ma anche attrezzi vetusti volontariamente abbandonati per la difficoltà, fino a un recente passato, di smaltirli a terra. A seconda dei casi questi attrezzi possono costituire un pericolo per le specie marine e in questo caso è opportuno rimuoverli, prestando però attenzione a non danneggiare le specie presenti più sensibili. Il protocollo messo a punto dall’ISPRA, supervisionato da ricercatori del CoNISMa e da osservatori dell’associazione Marevivo, garantisce la correttezza e l’efficacia dell’intervento di rimozione”, ha aggiunto Massimo Ponti, Dip. Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – Univ. Bologna – ULR CoNISMa.

Ogni anno, secondo ISPRA, l’86,5% dei rifiuti marini deriva da attività di pesca e le reti fantasma provocano la morte di circa 100.000 mammiferi marini e oltre un milione di uccelli. Il progetto GHOSTNETS, inserito nel PNRR MER, prevede 37 linee di attività da completare entro il 30 giugno 2026 e copre il ripristino dei fondali, il rafforzamento dei sistemi osservativi e la mappatura degli habitat marini di interesse conservazionistico.
Le tecnologie all’avanguardia impiegate includono sistemi multibeam e side scan sonar, ROV per il monitoraggio, interventi subacquei condotti da Operatori Tecnici Subacquei e recupero controllato con tecniche a basso impatto ambientale. Nei primi due anni di attività sono stati mappati 157 ettari di fondale, ripristinati 25 ettari, recuperati oltre 400 attrezzi e rimosse circa 11 tonnellate di materiali.
Il progetto punta inoltre all’economia circolare, valutando le possibilità di riciclo e reimpiego delle reti fantasma. Entro giugno 2026 sarà pubblicato un report scientifico sui casi studio nel Mar Piccolo di Taranto e nell’Area Marina Protetta della Gaiola, con linee guida per interventi futuri.

GHOSTNETS rappresenta un investimento concreto nella sostenibilità, un modello di collaborazione pubblico-privata e un segnale forte di attenzione verso il mare e le comunità costiere. La Guardia Costiera, con i suoi Nuclei Subacquei, opera lungo tutta la costa nazionale, svolgendo missioni di monitoraggio e interventi di recupero di reti fantasma, paragonabili a una vera e propria chirurgia operativa, con un perfetto coordinamento tra superficie e subacquei, soprattutto all’interno di aree marine protette, per salvaguardare flora, fauna e habitat vulnerabili. Ogni rete rimossa, ogni tonnellata di nylon recuperata, rappresenta una vittoria concreta per la biodiversità e per la salvaguardia degli ecosistemi marini.
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