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Finte chiamate dal numero dei carabinieri

Il primo cittadino “attenzione è una truffa”

Finte chiamate dal numero dei carabinieri

CAVARZERE - Non fidatevi se vi chiamano i Carabinieri: potrebbe essere una truffa”. L'allarme arriva direttamente dal sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari, che invita la cittadinanza a prestare massima attenzione alle chiamate sospette provenienti apparentemente dalla locale stazione dei Carabinieri.

Si tratta della cosiddetta tecnica dello spoofing, una frode informatica in cui i truffatori mascherano la propria identità, falsificando numeri telefonici, email o indirizzi IP, per apparire come fonti affidabili. Nella pratica, i malintenzionati manipolano il numero visualizzato sul display del telefono – spesso tramite sistemi VoIP – per far sembrare la chiamata legittima. Il fine è ingannare le vittime, ottenere denaro, rubare credenziali o infettare dispositivi.

Le modalità di inganno più comuni prevedono scenari allarmanti: un falso maresciallo o agente può riferire emergenze inventate per indurre panico e urgenza, sostenere che il conto bancario sia sotto attacco richiedendo trasferimenti su presunti conti di sicurezza dello Stato, oppure raccontare di un familiare arrestato o coinvolto in un incidente, chiedendo denaro o gioielli come “cauzione”. Talvolta la truffa viene supportata da un finto operatore bancario che contatta la vittima tramite Sms o chiamata precedente, rendendo il raggiro più credibile.

Ringrazio i carabinieri per il tempestivo avviso” – ha aggiunto il sindaco. Le regole per difendersi sono semplici ma fondamentali: diffidare del numero visualizzato sul display, non effettuare pagamenti o fornire codici bancari o OTP per telefono, e verificare sempre le chiamate sospette contattando autonomamente il 112 o la caserma locale digitando il numero manualmente. Non rispondere con un “sì” secco a richieste sospette e non fornire informazioni sensibili è altrettanto cruciale.

Nel caso in cui si sia già stati vittima della truffa, il consiglio è di contattare immediatamente la banca per bloccare carte e operazioni sospette, sporgere denuncia ai Carabinieri o tramite il portale della Polizia Postale, e segnalare il tentativo di truffa alle forze dell'ordine.

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