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IL CASO

“Io bannato dall’assessore”

Endri Bullo lamenta il blocco sui social e scrive alla Regione

“Io bannato dall’assessore”

CHIOGGIA – Un commento rimosso e un profilo bloccato. È quanto sostiene l’ex presidente del Consiglio comunale di Chioggia, Endri Bullo, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera formale al presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, per segnalare un episodio che ritiene “lesivo dei principi di trasparenza e partecipazione”. Secondo quanto riportato da Bullo, il 2 aprile, intorno alle 12.30, avrebbe risposto a un post pubblicato sulla pagina Facebook della vicepresidente della Regione e assessore alle infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti. Il post chiedeva ai cittadini come si spostano quotidianamente “per costruire un servizio che funziona davvero”. Bullo afferma di aver commentato evidenziando le criticità storiche del territorio, citando in particolare la linea ferroviaria Chioggia–Rovigo e la statale Romea, definita “sempre intasata e pericolosissima”. Pochi minuti dopo, racconta, il suo commento sarebbe stato cancellato e il suo profilo bloccato dalla pagina. “Un comportamento che impedisce la libera espressione dei cittadini”, scrive nella lettera indirizzata alla Regione. Bullo ricorda di aver più volte segnalato le criticità infrastrutturali del territorio e coglie l’occasione per ribadire alcune proposte già avanzate negli anni: Riduzione del traffico pesante sulla Romea, incentivando l’uso dell’autostrada tramite agevolazioni sui pedaggi; Sistemi di monitoraggio e controllo del traffico, per favorire una guida più prudente; Pannelli a messaggio variabile nei punti strategici, per informare in tempo reale su code e incidenti; Potenziamento del collegamento ferroviario, sollecitando l’esito dello studio di fattibilità per una nuova tratta verso Piove di Sacco. Secondo Bullo, la mancanza di risposte concrete su questi temi alimenterebbe “commenti poco simpatici o spiacevoli”, che tuttavia – sottolinea – non dovrebbero essere oggetto di rimozione sui canali ufficiali. La lettera si conclude con un appello alla Regione affinché venga garantito “un confronto aperto” con i cittadini, soprattutto su questioni che riguardano sicurezza e mobilità.

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