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IL PROGETTO
07.04.2026 - 12:11
CAVARZERE - C’è un uomo la cui storia incarna il coraggio della Resistenza italiana: Flavio Busonera, il medico partigiano noto come “il medico buono”, che durante l’occupazione nazifascista continuò a curare chi aveva bisogno, anche a rischio della propria vita. È proprio dalla vita di Busonera che prende le mosse il nuovo documentario “Anatomia di un giuramento”, promosso dall’associazione culturale Pluriart, un progetto che vuole raccontare una pagina straordinaria di Resistenza, attraverso luoghi, documenti inediti e testimonianze dirette.
Il film seguirà il cammino di Busonera tra le nebbie dell’Adige e le campagne cavarzerane dove la cura diventava un atto di resistenza, arrivando alle strade e piazze di Padova, fino al carcere dove anche scrivere poteva trasformarsi in un ultimo atto di libertà. Oggetti semplici e quotidiani come stetoscopi, ricettari e medicinali diventano prove di colpevolezza in tempo di guerra, mentre la domanda centrale del film resta intensa e scomoda: quanto pesa il coraggio di scegliere il bene quando il rischio è totale?
Nato in Sardegna, Busonera scelse fin dalla giovinezza la militanza attiva contro ogni forma di oppressione, ispirato dall’incontro con Antonio Gramsci sui banchi di scuola a Oristano. Già nel 1921 iniziò a impegnarsi nella difesa dei più deboli, convinto che essere medico significasse non solo guarire malattie, ma anche combattere le ingiustizie che rendevano le persone vulnerabili e sottomesse.
Durante l’occupazione nazifascista, Busonera non separò mai la medicina dall’etica. Tra le fila del Comitato di Liberazione Nazionale contribuì alla pianificazione della liberazione del territorio e ai rischiosi lanci notturni di rifornimenti agli alleati, ma il suo impegno più grande rimase quello quotidiano: curare i partigiani feriti che non potevano esporsi, rischiando ogni volta la propria vita. Arrestato, processato, condannato e infine ucciso a Padova, Busonera rimase fedele fino all’ultimo alla scelta di stare dalla parte della libertà.
“Anatomia di un giuramento” vuole essere uno strumento vivo di memoria civile, destinato a scuole, università, ospedali e festival. La produzione, realizzata con il patrocinio dello SPI Cgil Cavarzere-Cona, del Centro di Ateneo per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea e il supporto della Veneto Film Commission, sarà resa possibile anche grazie al contributo di chi vorrà sostenere il progetto tramite la piattaforma Produzioni dal Basso.
Il documentario intende raccontare la Resistenza attraverso la prospettiva di chi ha vissuto il conflitto scegliendo di agire secondo coscienza. Lontano da ogni retorica celebrativa, il film invita a riflettere sul coraggio delle proprie scelte, sulla responsabilità personale e sul valore della memoria. La vicenda di Busonera ci parla ancora oggi: restare neutrali davanti all’ingiustizia non è mai una scelta innocua, e la libertà è uno spazio da difendere con il coraggio dei singoli.
I fondi raccolti serviranno per realizzare riprese nei luoghi reali della storia, accedere agli archivi e materiali originali, completare montaggio, color correction, musiche, sound design e costumi. I sostenitori potranno ricevere accesso anticipato al film, materiali esclusivi, partecipare a proiezioni con gli autori e, per chi contribuisce maggiormente, visitare il set. Finora, la raccolta fondi ha raggiunto 275 euro, ma ogni contributo avvicina il progetto al suo completamento.
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