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veneto
07.04.2026 - 16:47
VENEZIA - Il giorno dopo Pasquetta restituisce, ancora una volta, un’immagine che purtroppo si ripete con inquietante puntualità: parchi, spiagge e aree verdi invasi dai rifiuti, in gran parte plastica monouso. Bottiglie, piatti, bicchieri e imballaggi abbandonati trasformano così momenti di convivialità in diffuse criticità ambientali, rendendo evidente come il problema sia radicato non solo nei comportamenti individuali, ma anche nell’intero sistema di produzione e gestione dei materiali.
Una fotografia che arriva a poche settimane dall’11 marzo 2026, data in cui la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il recepimento non corretto della Direttiva SUP (Single Use Plastics) 2019/904, richiamando l’attenzione sulla necessità di rendere più efficaci le misure adottate per contrastare la diffusione della plastica monouso.
A intervenire sul tema è Plastic Free Onlus, associazione impegnata dal 2019 nella lotta all’inquinamento da plastica e oggi presente in oltre 40 Paesi, che evidenzia come la direttiva europea rappresenti uno strumento strategico per ridurre la dispersione dei rifiuti plastici nell’ambiente, incentivare l’innovazione verso alternative sostenibili e responsabilizzare l’intera filiera, dai produttori ai consumatori. Secondo l’associazione, tuttavia, nel recepimento italiano restano margini di miglioramento, in particolare per quanto riguarda l’estensione delle deroghe, soprattutto su alcune bioplastiche, la definizione dei prodotti vietati e l’uniformità nell’applicazione delle misure.
«Questa procedura rappresenta un’occasione per fare un passo avanti e rafforzare l’impianto normativo – dichiara Luca De Gaetano, presidente e fondatore di Plastic Free Onlus –. La Direttiva SUP nasce con l’obiettivo di accompagnare un cambiamento concreto nei modelli di produzione e consumo e può diventare uno strumento ancora più efficace se sostenuta da scelte chiare e condivise».
Secondo l’associazione il tema deve essere affrontato su più livelli, da quello ambientale a quello culturale fino a quello infrastrutturale. In assenza di sistemi adeguati di gestione dei rifiuti, controlli efficaci e una sensibilizzazione diffusa, la plastica continua infatti a disperdersi nell’ambiente, frammentandosi in microplastiche persistenti con effetti sempre più rilevanti sugli ecosistemi e persino sulla salute umana.
Nel mirino della Commissione Europea vi sarebbe anche un aspetto procedurale: l’Italia avrebbe infatti adottato la normativa senza rispettare pienamente le regole sulla trasparenza del mercato interno previste dalla direttiva 2015/1535, limitando così il confronto con gli altri Stati membri.
Plastic Free sottolinea come questa fase possa trasformarsi in un’opportunità concreta per rafforzare la normativa nazionale, accompagnando le istituzioni in un percorso di miglioramento continuo. L’associazione si dice inoltre disponibile a collaborare attivamente con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, mettendo a disposizione la propria esperienza maturata sul territorio per supportare le scelte future e contribuire alla diffusione di comportamenti più sostenibili tra i cittadini.
All’indomani di giornate come Pasquetta emerge quindi con forza la necessità di intervenire a monte del problema: ripensare produzione, distribuzione e consumo diventa essenziale per ridurre realmente l’impatto della plastica monouso. Un percorso che, secondo l’associazione, deve essere accompagnato da azioni concrete di sensibilizzazione capaci di coinvolgere cittadini e imprese in un cambiamento reale e duraturo.
«In questo percorso Plastic Free è pronta a fare la propria parte – conclude Luca De Gaetano – affiancando le istituzioni, sostenendo le scelte che andranno nella direzione della sostenibilità e promuovendole attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini. Un impegno che porteremo avanti anche con il Plogging Day, in programma dal 18 al 22 aprile in occasione della Giornata della Terra. Solo lavorando insieme possiamo ottenere risultati duraturi e misurabili».
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