Cerca

DAL CENTRO

Riva Vena tra movida e degrado

La crescita di bacari e locali crea attrattività ma acuisce le tensioni tra turismo e convivenza urbana

Riva Vena tra movida e degrado

CHIOGGIA - Il cuore della movida clodiense torna a far discutere. Riva Vena, oggi una delle zone più frequentate grazie alla crescita dei bacari e dei locali affacciati sul canale, vive un successo che però porta con sé tensioni sempre più evidenti.

A riaccendere il dibattito è stato il Comitato Residenti del Centro Storico, che sulla propria pagina Facebook ha pubblicato un post dai toni inequivocabili. “Non è movida. È abbandono”, scrivono i residenti, puntando il dito contro sedie e tavolini lasciati all’esterno per tutta la notte, nonostante il regolamento comunale ne imponga la rimozione a fine servizio.

Arredi che, secondo il comitato, diventano “inevitabilmente supporto per il bivacco lungo Riva Vena e Corso del Popolo”. Il risultato, denunciano, è sotto gli occhi di tutti: gruppi che sostano fino a tarda ora, avventori che continuano a bere e chiacchierare anche dopo la chiusura dei locali, ma anche persone di passaggio che si siedono e rimangono per ore parlando ad alta voce.

Le regole esistono. Semplicemente, non vengono rispettate. E non vengono fatte rispettare”, prosegue il post, che parla apertamente di “progressivo scivolamento nel degrado”. Il comitato insiste sulla necessità di controlli più rigorosi e di una applicazione effettiva delle norme, ricordando che “senza responsabilità, ogni attività diventa un problema anche per chi lavora correttamente”.

Il tema non è nuovo: da mesi i residenti segnalano come la permanenza dei plateatici anche dopo la chiusura favorisca schiamazzi e confusione notturna, rendendo difficile la convivenza tra la vivacità della nuova Riva Vena e la quiete di chi abita nel centro storico. Una frattura che si allarga, mentre la città cerca un equilibrio tra attrattività e vivibilità.

Il centro storico non ha bisogno di slogan. Ha bisogno di rispetto”, conclude il comitato. Una frase che sintetizza il sentimento di chi teme che la rinascita turistica e commerciale della zona possa trasformarsi, senza regole chiare e controlli costanti, in un boomerang per la qualità della vita.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400