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08.04.2026 - 16:13
VENEZIA - Marzo in Veneto si chiude con un bilancio idrico preoccupante: le precipitazioni medie registrate nel mese sono state di 54 millimetri, ben al di sotto della media storica 1991-2020 di 68 millimetri, segnando un deficit del 21%. Considerando l’intero anno idrologico 2025-2026, da ottobre a marzo, le piogge cumulate si attestano a 399 millimetri, con uno scostamento negativo del 23% rispetto alla media.
A diffondere i dati è l’Arpav, Agenzia regionale per la Prevenzione e protezione ambientale, che sottolinea come, nonostante il calo delle precipitazioni, nel sistema idrico regionale permangano elementi di equilibrio. La copertura nevosa, stimata al 29 marzo in circa 2000 chilometri quadrati, interessa oltre l’80% del territorio montano al di sopra dei 1700 metri. La neve accumulata in montagna, essenziale come riserva d’acqua per i mesi successivi, si mantiene in linea con i valori tipici del periodo, grazie anche alle piogge registrate durante il mese.
Segnali positivi arrivano dai principali serbatoi della regione: nel bacino del Piave i volumi invasati sono risultati in leggero aumento, mentre il serbatoio del Corlo, nel Brenta, ha mantenuto livelli stabili e significativamente superiori alla media. Complessivamente, il volume totale dell’acqua immagazzinata nei serbatoi a marzo supera quello registrato nello stesso periodo degli ultimi tre anni, offrendo un cuscinetto di sicurezza nonostante le piogge inferiori alla norma.
Permangono, tuttavia, condizioni di attenzione per le falde sotterranee, che restano su livelli inferiori alla media stagionale e in calo nelle aree lontane dalle zone di naturale ricarica. In prossimità di queste zone, però, si osservano segnali di recupero, legati alle precipitazioni di fine febbraio e fine marzo. Le portate dei principali fiumi veneti, a fine marzo, risultano generalmente inferiori alle medie storiche del periodo.
L’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, ha commentato che “il quadro che emerge è articolato ma, sostanzialmente, ad oggi sotto controllo. Accanto a un deficit di precipitazioni, si registrano elementi incoraggianti come il contributo della neve e i buoni livelli degli invasi. In questo contesto, la disponibilità di dati aggiornati e affidabili rappresenta uno strumento essenziale per il monitoraggio continuo e per l’adozione di decisioni efficaci nella gestione della risorsa idrica”.
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