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PESCA
09.04.2026 - 18:43
Veneto Agricoltura ha tratteggiato la fotografia del settore ittico alla luce della raccolta di granchio blu: tutti i dati riferiti allo scorso anno
Nel 2025 i quantitativi di granchio blu commercializzati nei mercati ittici del Veneto e attraverso il sistema consortile hanno raggiunto le 1.204 tonnellate, per un valore di 1,91 milioni di euro e un prezzo medio di 1,58 euro al chilo. Rispetto al 2024 sono aumentati i volumi (+70,9%) e il valore delle vendite (+85,4%), mentre il prezzo medio è cresciuto solo del +7,5%. Il picco di raccolta si è avuto tra settembre e novembre dello scorso anno, quando i quantitativi mensili hanno raggiunto le 322 tonnellate e il valore delle vendite i 479mila euro.
Sono i dati raccolti ed elaborati dall’osservatorio economico-agroalimentare di Veneto Agricoltura che segnala come, nonostante l’aumento dei quantitativi e del valore commercializzato, la redditività unitaria del prodotto rimane limitata. L’incremento dell’offerta non è infatti accompagnato da un’adeguata capacità di assorbimento del mercato, mantenendo il prezzo medio relativamente basso e quindi “non si traduca in un miglioramento strutturale dei redditi degli operatori”.
Anche perché smaltire le eccedenze non commercializzabili ha un costo non indifferente: nel 2025 il Consorzio cooperative pescatori del Polesine (Consorzio di Scardovari) per smaltire 1.163 tonnellate di prodotto non idoneo alla vendita ha speso 1,39 milioni di euro, dato un costo di 1,20 euro al chilo, di poco inferiore a quello di vendita. “Una voce che rappresenta una componente ormai strutturale dei costi di filiera, con un’incidenza pari a circa il 73% del valore generato dalla commercializzazione del prodotto”, sottolinea il rapporto.
Non stupisce quindi che nel sistema dell’acquacoltura della provincia di Rovigo, tra il 2022 e il 2025, siano diminuite le imprese e gli addetti. Nel solo 2025 le imprese attive sono scese del 28,1% e l’occupazione del 24,8%. Se confrontato con il picco positivo del 2023, il ridimensionamento complessivo raggiunge il -38,8% per le imprese e il -35,1% per gli addetti, con un impatto rilevante sul tessuto economico locale.
Nel contesto del Polesine, caratterizzato da una forte specializzazione nella venericoltura, il 2025 “conferma il passaggio del granchio blu da fenomeno emergenziale a fattore strutturale di instabilità economica e organizzativa”, spiega il rapporto, che evidenzia come le diverse sperimentazioni in atto per contenere la specie, valorizzarla commercialmente e sviluppare soluzioni di economia circolare per il riutilizzo degli scarti “non hanno finora prodotto un riequilibrio strutturale tra volumi intercettati, valorizzazione economica e costi di gestione”.
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