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10.04.2026 - 12:36
VENEZIA - Una presenza discreta ma devastante, spesso ignorata ma capace di compromettere interi ecosistemi: i mozziconi di sigaretta abbandonati su spiagge e rive dei fiumi rappresentano oggi un’emergenza ambientale silenziosa anche in Veneto. Un fenomeno figlio, da un lato, di comportamenti incivili e, dall’altro, della carenza di controlli e politiche efficaci, come denuncia Legambiente.
A rilanciare l’allarme è la nuova edizione del report “Beach Litter”, diffuso in vista della giornata nazionale del mare dell’11 aprile e della mobilitazione “Spiagge e Fondali Puliti 2026”, al via dal 10 aprile in tutta Italia. In Veneto sono previsti appuntamenti a Fratta Polesine, Porto Santa Margherita e Vallevecchia di Caorle, con iniziative di pulizia e sensibilizzazione lungo coste e corsi d’acqua.
I numeri raccontano una realtà preoccupante: in dodici anni di monitoraggi, dal 2014 al 2026, sono stati raccolti 50.053 mozziconi di sigaretta in 653 transetti lungo i lidi italiani, con una media di 77 “cicche” ogni 100 metri di spiaggia. I rifiuti da fumo si collocano così al secondo posto tra i materiali più rinvenuti, preceduti solo dai frammenti di plastica, che restano dominanti con 61.785 pezzi raccolti.
Una tendenza che trova riscontro anche lungo le coste venete, dove località ad alta frequentazione turistica come Jesolo, Caorle, Bibione e Sottomarina di Chioggia risultano particolarmente esposte alla pressione antropica e all’abbandono dei rifiuti. I mozziconi, che rappresentano l’87% dei rifiuti da fumo, si accumulano insieme ad accendini e pacchetti, contribuendo al degrado ambientale di arenili e zone naturali, dalle spiagge sabbiose alle aree più delicate del Delta del Po.
Le conseguenze non sono solo estetiche. I filtri delle sigarette, composti principalmente da acetato di cellulosa, sono materiali plastici a lenta degradazione che si frammentano in microplastiche e rilasciano sostanze tossiche. Un rischio concreto per la fauna marina e costiera, con specie particolarmente vulnerabili come la Caretta caretta e il fratino, piccolo uccello che nidifica proprio negli ecosistemi dunali del Veneto.
Per contrastare questa emergenza, Legambiente promuove anche sul territorio regionale una serie di iniziative concrete. Tra queste, la giornata del 12 aprile lungo il Canalbianco in località Pizzon, a Fratta Polesine, nell’ambito del progetto Po Salvamare, coordinato dall’Autorità di Bacino del Po, oltre alle attività di raccolta rifiuti previste il 15 aprile a Porto Santa Margherita e il 29 aprile a Vallevecchia. L’obiettivo è duplice: ridurre la presenza di rifiuti e sensibilizzare cittadini e turisti sull’importanza della tutela ambientale.
“Il problema della dispersione dei rifiuti in mare e in spiaggia – commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – resta un’emergenza silenziosa da affrontare al più presto tanto in Veneto e in Italia, quanto nel resto del mondo”.
Secondo Lazzaro, per contrastare efficacemente il fenomeno è necessario intervenire su più fronti: è fondamentale ridurre l’usa e getta, prevedere più campagne di informazione e sensibilizzazione, ma anche più controlli e sanzioni effettive per chi abbandona i mozziconi.
A livello nazionale, aggiunge, è essenziale garantire la piena applicazione della direttiva europea SUP 2019/904 sulla plastica monouso, che introduce il principio della Responsabilità Estesa del Produttore, obbligando le aziende del tabacco a contribuire ai costi di pulizia e gestione dei rifiuti dispersi nell’ambiente.
Un impegno che oggi ricade in gran parte sui Comuni costieri, spesso attraverso ordinanze antifumo adottate su base volontaria. Alcune amministrazioni e concessionari hanno già avviato azioni concrete, ma non basta la buona volontà: tra turismo e fragilità ambientale, la sfida resta aperta.
Perché, come conclude Lazzaro, "una spiaggia più pulita non è solo più bella, ma anche più sicura per il mare, la biodiversità e le comunità che la vivono ogni giorno".
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