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INTERVISTE
10.04.2026 - 16:15
CHIOGGIA - Riportare al centro dell’azione amministrativa il tema degli impianti sportivi di Chioggia. È questo l’obiettivo che Maurizio Salvagno, esponente del Partito Democratico ed ex presidente della Commissione impianti sportivi del Comune, ribadisce ripercorrendo le ragioni delle sue dimissioni, presentate lo scorso anno dopo mesi di criticità interne e mancate risposte da parte dell’amministrazione comunale.
“Le dimissioni sono state dovute praticamente alla scarsa attenzione che l’amministrazione comunale ha avuto nei confronti della commissione impianti sportivi”, spiega Salvagno, precisando come il lavoro dell’organismo non abbia trovato seguito operativo. “Io ero presidente della commissione e con me c’era il consigliere Marco Dolfin. Abbiamo fatto verifiche su tutta l’impiantistica sportiva di Chioggia, portando in commissione le necessità delle associazioni. Un disastro”.
Un giudizio che l’ex presidente non attenua, anzi rilancia con una descrizione severa dello stato delle strutture cittadine. “Abbiamo riscontrato un disastro dal punto di vista strutturale e igienico-sanitario”, afferma Salvagno, sottolineando il ruolo delle associazioni sportive e dei volontari, definiti fondamentali per il territorio.
Nel suo racconto emerge anche il lavoro svolto dalla commissione e le interlocuzioni con l’amministrazione. “Abbiamo segnalato all’assessore competente, al sindaco e ai dirigenti le anomalie e gli interventi urgenti”, ricorda Salvagno, evidenziando l’assenza di riscontri concreti.
Da qui la scelta delle dimissioni, definita un gesto politico e istituzionale di rottura. “Ho dovuto dare un segnale forte all’amministrazione comunale affinché la commissione venisse considerata. Le dimissioni sono rimaste irrevocabili”, afferma.
Sul piano tecnico, ricostruisce il lavoro svolto sugli impianti sia comunali che provinciali, con segnalazioni puntuali sulle criticità. “Ci aspettavamo un report degli interventi prioritari, ma non è stato fatto nulla”.
Secondo Salvagno, anche i programmi annunciati dall’amministrazione procederebbero con lentezza e senza risultati adeguati per il mondo delle associazioni sportive dilettantistiche.
Guardando al futuro, indica la necessità di una visione più ampia: una “cittadella dello sport” capace di accogliere più discipline, dal calcio al running, fino alla kickboxing.
Infine, uno sguardo al passato: “Una volta avevamo molte più realtà, oggi è sparito tutto”, conclude Salvagno, sottolineando le difficoltà del volontariato sportivo, che necessita di risorse, sostegno e strutture adeguate.
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