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veneto
11.04.2026 - 15:36
MARGHERA - Non si deve mai scuotere un neonato o un lattante, nemmeno nei momenti più difficili in cui il pianto sembra inconsolabile e prolungato. È un messaggio chiaro, diretto e senza eccezioni quello rilanciato in occasione delle giornate nazionali di sensibilizzazione in programma l’11 e il 12 aprile, nell’ambito della campagna dedicata alla prevenzione della cosiddetta “Sindrome del Bambino Scosso” (Shaken Baby Syndrome), una condizione che può provocare lesioni gravissime e, nei casi più estremi, anche la morte.
Per diffondere consapevolezza su questo tema, questa mattina gli specialisti dell’Ulss 3 Serenissima sono scesi in campo con uno stand informativo al mercato di Marghera, incontrando mamme, papà e cittadini all’interno dell’iniziativa #NONSCUOTERLO!. La postazione è stata allestita con materiale informativo, poster e palloncini arancioni, ed è stata resa riconoscibile dalle magliette dello stesso colore indossate dagli operatori della Pediatria di Mestre e del Servizio Infanzia, Adolescenza e Famiglia, con il supporto di un servizio di mediazione linguistico-culturale in lingua bengalese per favorire la partecipazione della comunità locale.
“La Sindrome del Bambino Scosso – viene spiegato dagli specialisti – è causata dal brusco scuotimento del cervello dentro la scatola cranica, con conseguenze neurologiche gravissime che possono manifestarsi a livello motorio e del linguaggio, con disabilità fisiche, danni alla vista e all’udito, epilessia e ritardo psicomotorio”. A intervenire è la dottoressa Silvia Callegaro, pediatra dell’Ospedale dell’Angelo e referente dell’Ulss 3 Serenissima sul tema, che sottolinea come il pianto prolungato di un neonato sia una condizione comune ma spesso difficile da gestire, soprattutto quando subentrano stanchezza e solitudine.
“I bambini piccoli utilizzano il pianto per comunicare i loro bisogni – spiega la dottoressa Callegaro – ma bisogna anche ricordare che un neonato può continuare a piangere a lungo, spesso soprattutto nelle ore serali, in modo apparentemente inconsolabile, anche senza che ci sia un reale problema di salute”. In questi casi è fondamentale sapere cosa fare e soprattutto cosa non fare, evitando qualsiasi gesto impulsivo.
A fornire indicazioni pratiche è anche la primaria della Pediatria dell’Ospedale dell’Angelo, Paola Cavicchioli, che invita i genitori ad accertarsi che il neonato sia stato nutrito, cambiato, coccolato e rassicurato, verificando inoltre l’assenza di febbre o dolore. “Talvolta, però, il neonato piange e basta – sottolinea –. Lo si può prendere in braccio e cullare dolcemente, avvolgerlo in un lenzuolino in posizione fetale, fargli un bagnetto oppure portarlo a fare un giro in auto o con la carrozzina”.
Quando la situazione diventa difficile da gestire, il consiglio è quello di mettere il bambino nella culla, in posizione supina e in sicurezza, allontanarsi per qualche minuto e riprendere fiato, per poi tornare più calmi. “Non temere di chiedere aiuto, anche al proprio pediatra o al Pronto Soccorso più vicino”, viene aggiunto.
Il messaggio centrale resta però inequivocabile: non scuotere mai il neonato. “Il piccolo non ha il controllo del capo perché i muscoli del collo sono ancora deboli e la testa è proporzionalmente più pesante del resto del corpo – ribadisce la dottoressa Cavicchioli –. I bruschi movimenti possono causare lesioni irrimediabili al cervello. Conoscere questo rischio significa prevenire un gesto pericolosissimo”. Per questo è fondamentale che tutti coloro che si occupano di un neonato, anche per poche ore, siano informati sui rischi di questo comportamento.
“Ci siamo impegnati a portare in giro per i territori l’evento nazionale #NONSCUOTERLO! – spiega il Direttore Generale Massimo Zuin – giunto alla terza edizione”. Se negli anni scorsi le iniziative si sono svolte in ambito ospedaliero, quest’anno sono state estese ai contesti extra-ospedalieri per aumentarne visibilità e impatto comunicativo. Nell’ambito della campagna vengono proposti anche il gioco “Ca’ Bimbo” e il relativo vademecum, inseriti nel più ampio progetto di prevenzione degli incidenti in età pediatrica promosso dall’Ulss 3 Serenissima.
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