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IL CASO

Fuori dalla mensa i bimbi morosi

Il Comune avvisa: stop al servizio per le famiglie con debito superiore ai 200 euro. L’assessore Marangon: “Pronti ad aiutare chi è in difficoltà”

Fuori dalla mensa i bimbi morosi

L'assessore ai servizi sociali Sandro Marangon

CHIOGGIA - Stop al servizio mensa per chi non paga: sospensione dal 20 aprile. Le famiglie con un debito superiore ai 200 euro verso il servizio di refezione scolastica non potranno più usufruire della mensa per i propri figli. Lo ha comunicato a tutti i cittadini interessati il servizio pubblica istruzione del Comune di Chioggia, con una nota firmata dal dirigente, il dottor Luca Brussato. La decisione arriva dopo i ripetuti solleciti inviati dall’ente e dalla società Euroristorazione srl, incaricata della gestione del servizio.

Nonostante le comunicazioni ufficiali di febbraio e marzo, la situazione di morosità resta grave, con un impatto economico significativo sulle casse comunali. “Il servizio mensa è un supporto importante per le famiglie e per l’organizzazione scolastica - si legge nella comunicazione - ma non è gratuito e richiede il pagamento delle quote dovute”.

Il Comune ribadisce che la sospensione riguarda esclusivamente gli utenti che non hanno provveduto a regolarizzare la propria posizione, invitando chi ha saldato il debito fuori termine a contattare Euroristorazione per l’aggiornamento dei dati. La misura, seppur impopolare, punta a ristabilire equità tra gli utenti e a garantire la sostenibilità del servizio pubblico. Il Comune già da tempo ha invitato le famiglie a regolarizzare la posizione.

“Siamo partiti mesi fa con una nota inviata a tutti - spiega l’assessore ai servizi sociali e all’istruzione, Sandro Marangon - e qualcuno ha provveduto a pagare. Poi sono rimaste una cinquantina di famiglie che non hanno effettuato nessun intervento per migliorare la situazione e ci siamo rivolti soprattutto a loro. Qualcuna ha pagato, ma ne sono rimaste ancora diverse che hanno una situazione debitoria notevole. C’è un disavanzo che, attualmente, è attorno ai 40 mila euro, frutto di una brutta abitudine nel non pagare alcuni servizi che si è protratta nel tempo, già anni fa, quando ancora non si era insediata questa amministrazione comunale”.

Il messaggio che arriva dal Comune è chiaro e riassunto dalle parole dell’assessore Marangon: “Se ci sono famiglie in difficoltà, è chiaro che possono rivolgersi a noi e, se possono ricevere un contributo per via della loro situazione economica, possiamo intervenire senza problemi. Ma se non viene pagato il servizio perché non si vuole farlo nonostante si abbiano le possibilità economiche, allora la situazione cambia. Purtroppo è un problema che registriamo anche con il servizio di scuolabus. Molti pagano regolarmente, alcuni, anche se possono farlo, non lo fanno”.

Il rischio è che poi ci rimetta tutta la collettività: “Quello sicuramente - conclude Marangon - perché il buco, a un certo punto, deve essere coperto dal Comune e quindi da tutti i cittadini. Ma il rischio ancora maggiore è che chi ha l’appalto decida di non fare più il servizio perché non più sostenibile economicamente, con tutte le conseguenze del caso per tutte le famiglie”.

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