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CRONACA
16.04.2026 - 17:24
La perizia esclude l’impulsività e descrive un’azione pianificata: la vittima scelta perché sola
CHIOGGIA - È ritenuto pienamente capace di intendere e di volere il 24enne di Chioggia autore dell’aggressione a coltellate avvenuta a settembre del 2025, quando colpì con sedici fendenti una turista tedesca di 33 anni mentre passeggiava con il suo cane.
Un elemento che imprime una svolta decisiva all’inchiesta, soprattutto alla luce di un gesto rimasto senza movente e compiuto ai danni di una persona che l’aggressore nemmeno conosceva.
A stabilirlo è la perizia del medico, secondo cui il giovane agì seguendo una logica precisa.
Quel giorno, infatti, il 24enne si mosse evitando le telecamere di sorveglianza e scegliendo come bersaglio una vittima che appariva più vulnerabile, una donna sola che sembrava poter opporre scarsa resistenza. Non si tratterebbe dunque di un’azione impulsiva o casuale, ma di un comportamento guidato da una chiara intenzionalità.
Le conclusioni dell’incidente probatorio smentiscono la versione fornita dai familiari del 24enne, che dopo l’arresto avevano descritto un ragazzo quasi incapace di muoversi autonomamente, limitato a pochi spostamenti attorno a casa e dedito a trascorrere le giornate tra il giardino e la propria stanza, spesso in preghiera.
Un quadro che contrasta anche con quanto sostenuto nei mesi scorsi dalla difesa, che aveva prodotto documentazione sanitaria relativa a numerosi ricoveri per doppia diagnosi, tra tossicodipendenza e fragilità psichiatrica, con ripetuti inserimenti in strutture di supporto del territorio.
Ora gli atti sono tornati sul tavolo del pubblico ministero per la chiusura delle indagini, mentre la difesa si prepara a contestare l’esito della perizia.
L’indagine aveva già preso una direzione precisa nelle settimane successive all’aggressione. Il 24enne era stato individuato definitivamente a distanza di due settimane, anche se il suo nome era emerso fin da subito. A tradirlo fu proprio il casco utilizzato nel tentativo di nascondere la propria identità, poi ritrovato dai carabinieri nella sua abitazione.
Decisive anche le testimonianze dei presenti e soprattutto le immagini delle telecamere che il giovane non era riuscito a evitare, grazie alle quali è stato possibile ricostruire i suoi movimenti prima e dopo l’accoltellamento.
Dopo l’aggressione, il 24enne era riuscito a fuggire a piedi, mentre la vittima veniva soccorsa dal personale del Suem e trasportata d’urgenza al pronto soccorso di Chioggia. Le condizioni della donna erano apparse subito gravi, ma non tali da metterne in pericolo la vita.
Nei giorni successivi la donna era rimasta ricoverata e il 5 settembre aveva chiesto di essere trasferita in Germania, una volta appreso che il suo aggressore si trovava nello stesso ospedale, nel reparto di Psichiatria.
In quei giorni concitati si era aperto anche un altro fronte, quello della scomparsa di Lucky, il cagnolino della turista. L’animale, che la 33enne stava portando a spasso al momento dell’aggressione, era fuggito dopo aver visto la padrona cadere a terra.
La città di Chioggia si era mobilitata per le ricerche, con l’impiego anche di droni e l’appello del sindaco Mauro Armelao affinché tutti collaborassero. Il cane era stato infine ritrovato nel cortile della casa di riposo, spaventato ma vivo, e riconsegnato alla coppia, che aveva poi fatto ritorno in Germania lasciando una lettera di ringraziamento, segnata però da un’esperienza drammatica.
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