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Sicurezza negli ospedali, il sindacato Nursing Up chiede una mappa nazionale dei presidi di polizia attivi 24

La proposta punta a verificare la copertura delle forze dell’ordine nei pronto soccorso e nelle strutture con oltre 100mila utenti, con un intervento diretto del Viminale

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VENEZIA - La sicurezza negli ospedali torna al centro del dibattito nazionale, con una richiesta che punta a una mappatura capillare dei presidi di polizia nelle strutture sanitarie italiane e ad un intervento diretto del Ministero dell’Interno.

È il sindacato Nursing Up a chiedere l’apertura di un dossier ispettivo per verificare la presenza effettiva di presidi di polizia attivi 24 ore su 24, sette giorni su sette, negli ospedali con bacini di utenza superiori ai 100mila abitanti. L’obiettivo dichiarato è quello di accertare quali strutture garantiscano realmente una copertura continuativa, in particolare nei pronto soccorso e nei reparti ad alta affluenza, ritenuti punti sensibili sotto il profilo della sicurezza.

Nel documento viene sottolineato come la presenza stabile delle forze dell’ordine debba rappresentare, secondo il sindacato, uno standard minimo e non una misura occasionale. “Non esistono più alibi: le aziende sanitarie rispondono per legge della sicurezza degli operatori”, afferma il presidente Antonio De Palma, richiamando direttamente le responsabilità delle strutture sanitarie.

Il sindacato richiama infatti gli obblighi previsti dall’articolo 2087 del Codice Civile, dal D.Lgs. 81/08 e dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, che impongono ai datori di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutela dell’integrità fisica e psicologica dei lavoratori. In questo quadro, viene evidenziato come un Documento di Valutazione dei Rischi che non tenga conto del fenomeno delle aggressioni risulterebbe incompleto e potenzialmente fonte di responsabilità diretta.

La richiesta al Viminale si inserisce in un contesto più ampio, che il sindacato definisce critico, caratterizzato da un numero elevato di episodi di violenza ai danni del personale sanitario, con decine di migliaia di casi ogni anno e una quota significativa di sommerso. L’indicazione è quella di superare la sola analisi del fenomeno per arrivare a misure operative concrete, verificabili e strutturali.

“L’aggressione non è parte del lavoro ma il segnale di un sistema che non protegge chi cura”, viene sottolineato nella posizione del sindacato, che richiama la necessità di introdurre strumenti di prevenzione efficaci. “Dove mancano prevenzione e sicurezza emergono responsabilità precise, che faremo valere in tutte le sedi, anche giudiziarie”, conclude Nursing Up.

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