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AMBIENTE

Asilo di via Nicolò Zeno, interviene la Lipu

L'associazione : "Distruggere un nido non è una fatalità, ma un reato penale"

Asilo di via Nicolò Zeno, interviene la Lipu

CHIOGGIA - Cantiere di via Nicolò Zeno, interviene anche LIPU Venezia. Il caso è esploso nei giorni scorsi dopo l’abbattimento di numerosi alberi per la costruzione del nuovo asilo con i residenti che hanno protestato denunciando, tra le altre cose, come gli operai abbiano tagliato numerose piante sui cui erano posizionati nidi di uccelli, proprio in piena stagione nidificatoria. Secondo quanto riferito gli operai li avrebbero gettati a terra senza alcun attenzione.

A seguito delle segnalazioni, la sezione veneziana della LIPU è intervenuta con una lettera ufficiale indirizzata al Comune di Chioggia e alla polizia provinciale, chiedendo una valutazione sull’accaduto e richiamando il rispetto delle normative vigenti. “Sono giunte segnalazioni da parte di soci dell’associazione, poi verificate con un sopralluogo e risultate fondate, di un’attività di abbattimento di alberature e manomissione di un’area verde in pieno periodo di nidificazione”, si legge nel documento firmato dal delegato Gianpaolo Pamio.

La LIPU invita a fermare “abbattimenti e potature di alberi e siepi, o lo sfalcio della vegetazione lungo i corsi d’acqua durante la fase più delicata per l’avifauna, quella della riproduzione - si legge - evitare il taglio delle piante nel periodo tra marzo e luglio-agosto - mesi in cui si concentra la nidificazione degli uccelli - se non per motivi circoscritti e di forza maggiore, quale può essere la rimozione di un ramo pericolante o che intralcia il traffico. I dati degli atlanti ornitologici, a conferma della presenza importante di uccelli nelle aree urbane, riportano da una cinquantina fino a un centinaio di specie diverse che nidificano in ciascuna delle nostre città".

Con l’arrivo anticipato della primavera, infatti, gli uccelli stanno già iniziando a costruire i nidi: "si osservano colombacci e gazze con i rametti nel becco, cinciallegre che esplorano le cavità degli alberi dove deporranno le uova, merli e capinere in canto nuziale”, sottolinea la LIPU.

Il nodo principale, secondo l’associazione, riguarda il rispetto della normativa nazionale, la legge nazionale 157 del 1992 e il decreto ministeriale sui criteri ambientali minimi del verde pubblico. “La distruzione di un nido si configura come reato penale, ed è ancor più grave se vi sono presenti dei nidiacei”, evidenzia l’associazione.

A rafforzare questo quadro interviene anche la giurisprudenza europea: la Corte di giustizia dell’Unione europea, con una sentenza del 1° agosto 2025, ha stabilito che la distruzione o il danneggiamento di nidi e uova è vietata anche quando l’attività abbia finalità diverse, come i lavori sul verde. L’accettazione del rischio di arrecare danno agli uccelli viene equiparata a un atto doloso.

La LIPU mette inoltre in guardia da pratiche ritenute insufficienti, come l’ispezione preventiva delle piante. “Molti nidi sono piccoli e abilmente nascosti, inclusi quelli posizionati nei buchi del tronco e dei rami – spiega Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana della Lipu – anche un ornitologo esperto ha difficoltà nell’individuarli, e servono indagini complesse. Affidare questo compito a personale non qualificato è scorretto e privo di valore scientifico”.

Sulla stessa linea il presidente nazionale Alessandro Polinori: “La primavera anticipata rende il rispetto delle norme non più solo un dovere etico, ma un obbligo legale immediato. Distruggere un nido non è una fatalità, ma un reato penale che la giurisprudenza europea equipara ormai a un atto deliberato. Chiedo a enti pubblici e privati il blocco immediato di ogni intervento non urgente”.

L’associazione richiama anche il valore ambientale dell’area interessata: “A Chioggia gli spazi verdi sono limitati e si tratta di una zona poco antropizzata. In un contesto di cambiamenti climatici, ogni albero ha un peso importante”.

Particolare attenzione viene posta anche alla posizione geografica della città. “Chioggia si trova lungo una rotta migratoria: anche piccoli appezzamenti verdi possono rappresentare aree di sosta fondamentali per gli uccelli”, osserva Pamio, ricordando come il declino di alcune specie in Europa abbia raggiunto percentuali anche del 70%, soprattutto in ambienti come i canneti.

Da qui la proposta di un cambio di approccio nella gestione del verde urbano. “Consigliamo di dotarsi di un regolamento sul verde che permetta di aprire un confronto preventivo, anche attraverso forum pubblici, prima di avviare lavori di questo tipo. Serve dialogo e la capacità di valutare alternative, per evitare di arrivare a situazioni di scontro”.

In conclusione, l’associazione richiama l’attenzione sul ruolo delle città nella gestione delle trasformazioni ambientali. “Centri urbani più vivibili e dotati di verde possono contribuire a mitigare gli effetti degli eventi estremi. È una questione che riguarda tutti e che non può più essere considerata secondaria”.

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