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veneto
29.04.2026 - 17:38
VENEZIA - Cani e gatti sempre più “tracciabili” in tutta Europa, con l’obbligo del microchip che diventa la nuova regola base per la loro identificazione e, per chi viaggia, l’introduzione di un vero e proprio passaporto animale. È la svolta approvata dal Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo, che ha dato il via libera al nuovo regolamento Ue dedicato alla tutela della salute e del benessere degli animali da compagnia e alla trasparenza del mercato. La riforma, che dovrà ora passare anche al Consiglio dell’Unione europea, rappresenta però un passaggio considerato ormai quasi definitivo dopo l’intesa già raggiunta nei mesi scorsi tra le istituzioni comunitarie.
Il cuore del provvedimento è l’estensione obbligatoria a livello europeo dell’identificazione tramite microchip per ogni cane e gatto, inserito in un “singolo transponder iniettabile”, che consentirà la creazione di banche dati nazionali interoperabili tra loro. Un sistema che permetterà di tracciare tutti gli animali domestici d’Europa e raccogliere informazioni sanitarie uniformate.
Il nuovo impianto normativo prevede tempi differenziati per l’adeguamento: allevatori, venditori e rifugi avranno quattro anni per mettersi in regola, mentre i proprietari disporranno di dieci anni per i cani e quindici per i gatti.
Tra le novità introdotte dal regolamento approvato figura anche la disciplina dei movimenti transfrontalieri degli animali. Il testo interviene infatti anche sull’ingresso nell’Unione europea di cani e gatti provenienti da Paesi terzi, imponendo l’obbligo di microchip e il rispetto di standard sanitari e vaccinali precisi. In questi casi, i proprietari dovranno pre-registrare l’animale in una banca dati almeno cinque giorni lavorativi prima dell’arrivo, salvo alcune eccezioni legate a Paesi specifici o a registrazioni già effettuate in sistemi europei.
Il provvedimento si inserisce in un quadro già aggiornato di recente, visto che dal 22 aprile è in vigore la norma che impone, per viaggiare tra Paesi Ue con cani e gatti, la presenza del microchip o, in alternativa, del tatuaggio se applicato prima del 3 luglio 2011 e ancora perfettamente leggibile. A questo si aggiunge l’obbligo del passaporto europeo per animali da compagnia, documento rilasciato dal veterinario che certifica l’identità dell’animale, la vaccinazione antirabbica e gli eventuali altri trattamenti sanitari effettuati.
Il nuovo regolamento interviene anche in modo significativo sul fronte del benessere animale e delle pratiche di allevamento. Sono infatti previste restrizioni stringenti per chi alleva cani e gatti, con l’obbligo di presenza di personale formato e certificato. Vengono introdotti il divieto di tenere gli animali legati a catene o altri sistemi restrittivi e il divieto di utilizzare collari a strozzo o a punte per il controllo quotidiano.
La normativa vieta inoltre gli accoppiamenti tra animali strettamente imparentati, come genitori e figli, nonni e nipoti o fratelli e fratellastri, con l’obiettivo di ridurre il rischio di malattie genetiche e malformazioni. È previsto anche il divieto di selezione di animali con caratteristiche fisiche estreme o dannose per la salute, così come l’utilizzo di animali mutilati in mostre, esposizioni o competizioni.
Particolare attenzione viene infine riservata anche alla vendita di cani e gatti. Chi li commercializza sul mercato europeo dovrà inserire negli annunci una dichiarazione obbligatoria rivolta agli acquirenti, che richiama in modo esplicito la responsabilità dell’adozione. Il messaggio recita: “Un animale non è un giocattolo. Prenderne uno è una decisione che cambia la vita. È vostro dovere assicurare la sua salute e il suo benessere e non abbandonarlo”.
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