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Veneto, 3 milioni per il reinserimento dei detenuti

Parte il progetto “AMA DE”

Veneto, 3 milioni per il reinserimento dei detenuti

VENEZIA - Tre milioni di euro per trasformare il carcere in un luogo di formazione, lavoro e reinserimento sociale: è questa la portata del nuovo progetto AMA DE – Veneto, il piano che punta a rafforzare in modo strutturato l’inclusione socio-lavorativa delle persone detenute negli istituti penitenziari della regione.

La Giunta regionale del Regione del Veneto, su proposta del vicepresidente e assessore regionale al Lavoro Lucas Pavanetto, ha infatti approvato l’accordo con il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria del Triveneto per la realizzazione dell’intervento, inserito nel più ampio quadro del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021–2027 (FSE+), nell’ambito dell’Azione 2 del Piano “Una giustizia più inclusiva” promosso dal Ministero della Giustizia.

Il progetto AMA DE – Veneto nasce con l’obiettivo di rafforzare i percorsi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone in condizioni di fragilità, con particolare attenzione ai detenuti e a chi è sottoposto a misure penali. L’impianto dell’intervento si basa sulla formazione professionale, sull’attivazione di esperienze lavorative e sullo sviluppo di competenze concrete spendibili una volta concluso il percorso detentivo, con l’obiettivo dichiarato di accompagnare la persona verso un ritorno stabile nel tessuto sociale e produttivo.

Il finanziamento complessivo ammonta a 3.038.333 euro. Di questa somma, 1.241.000 euro saranno destinati all’acquisto di forniture e servizi per i nove istituti penitenziari del Veneto, risorse funzionali all’avvio e al potenziamento di attività produttive e laboratoriali interne. La parte restante del finanziamento sarà invece impiegata per ulteriori azioni previste dal progetto, tra cui attività formative, analisi dei risultati e iniziative di comunicazione.

Nel dettaglio, il piano prevede interventi per il rafforzamento e la creazione di attività produttive all’interno degli istituti, attraverso l’adeguamento e l’acquisto di macchinari, lo sviluppo di studi di mercato e di strategie per la commercializzazione dei prodotti realizzati nei laboratori penitenziari, oltre all’acquisizione di materiali necessari alle attività formative e produttive. È inoltre previsto il coinvolgimento di esperti e temporary manager, chiamati ad accompagnare i percorsi lavorativi e formativi dei detenuti.

A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato il vicepresidente Lucas Pavanetto, che ha evidenziato come il progetto consenta di attuare modelli di intervento per l’inclusione attiva delle persone detenute. Si tratta, ha spiegato, di misure rilevanti che affrontano un tema delicato come quello della rieducazione e del reinserimento sociale, indicando nel lavoro un elemento centrale del percorso di recupero.

Pavanetto ha inoltre ricordato come la Regione del Veneto sia impegnata anche su una seconda linea di intervento complementare, il progetto AMA ES, rivolto alle persone in uscita dal carcere o in esecuzione penale esterna. Due iniziative parallele che, nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, si fondano su una convinzione precisa: il lavoro come condizione imprescindibile per un reinserimento reale e duraturo nella società.

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