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GLI STATI GENERALI

Balzo in avanti del turismo open air

Numeri da record e tanti italiani. Ma il settore ora chiede “un unico gestore tra Veneto e Emilia”.

Balzo in avanti del turismo open air

Alla Darsena Le Saline gli stati generali del turismo open air

CHIOGGIA - Crescono le prenotazioni nei campeggi dell’Alto Adriatico e Chioggia-Sottomarina guida la ripresa. È quanto emerge dagli stati generali del turismo open air organizzati ieri alla Darsena Le Saline da Faita Federcamping, che ha presentato i dati elaborati da HBenchmark: per la stagione 2026 l’occupazione media delle strutture dell’area passa dal 49,5% dello scorso anno al 50,2%, con un incremento trainato soprattutto dal mercato italiano.

Il balzo più evidente riguarda proprio Chioggia-Sottomarina: al 9 aprile l’occupazione media raggiunge il 36,8%, quasi dieci punti in più rispetto al 2025 (27,2%). Gli italiani rappresentano il 75% degli ospiti, contro il 15% dei tedeschi. A Comacchio l’occupazione si attesta al 35%, con una distribuzione più equilibrata tra italiani (36,9%), tedeschi (32,7%), svizzeri (5,9%) e olandesi (5,3%). Da maggio a settembre la permanenza media è di circa dieci notti. Nel Delta del Po operano 25 campeggi e villaggi turistici, 16 nel territorio di Chioggia e 9 in quello emiliano, per un totale di oltre 37mila posti letto.

Una realtà in piena salute”, ha commentato il presidente di Faita Federcamping Alberto Granzotto, ricordando come l’open air unisca qualità dell’accoglienza e ambiente naturale. Da Emilia Romagna e Veneto arriva una richiesta condivisa: superare la frammentazione nella promozione del Delta. “Esistono due enti di gestione, un’anomalia assoluta. Serve un progetto unico tra le due regioni”, ha sottolineato Gianfranco Vitali, presidente Faita Emilia Romagna. Nel Veneto il comparto open air impiega circa 10mila lavoratori. Lo studio presentato da Ciset conferma la prevalenza dei contratti stagionali (60%), ma anche una crescente stabilità: oltre la metà dei dipendenti delle strutture lacuali e costiere lavora nello stesso campeggio da almeno due anni. Il 18% dei contratti è a tempo indeterminato.

A Chioggia un terzo dei lavoratori risiede in città, mentre il resto proviene dal resto del Veneto e, in misura minore, da altre regioni. Spazio anche alla formazione: l’Its Academy Turismo Veneto ha avviato percorsi dedicati al settore open air, con focus su marketing, innovazione digitale e sostenibilità. Al centro del confronto anche il bilancio Esg e l’accesso al credito. Intesa Sanpaolo ed eAmbiente hanno illustrato le nuove linee di finanziamento che premiano gli investimenti in qualità, efficientamento energetico e transizione digitale. Al convegno ha partecipato anche il vicepresidente della Regione Lucas Pavanetto: “Il turismo open air - ha detto - è ormai uno dei pilastri dell’offerta veneta. Nel 2025 la regione ha registrato 22,3 milioni di arrivi e 74,2 milioni di presenze, di cui oltre 20 milioni generati da campeggi e villaggi: più di un pernottamento su quattro passa dunque dall’aria aperta. Un comparto che intercetta con efficacia i nuovi orientamenti della domanda, sempre più orientata a esperienze legate a libertà, natura, benessere, autenticità e servizi personalizzati”.

Pavanetto ha ricordato come i primi dati del 2026 confermino un andamento positivo delle prenotazioni nelle settimane chiave della stagione. “In questo quadro - ha concluso -si inserisce il programma regionale per il turismo 2025-27, pensato per rafforzare competitività e prodotti turistici, insieme al lavoro sulle Ogd/Dmo per migliorare la capacità delle destinazioni di leggere i mercati e valorizzare il brand ‘Veneto, The Land of Venice’. Due gli strumenti messi in campo quest’anno: il bando per la creazione e il consolidamento dei club di prodotto e quello dedicato alle aggregazioni di Pmi per operare sui mercati nazionali e internazionali. Misure che, ha sottolineato Pavanetto, aiutano anche l’open air a fare sistema, costruire prodotto e rafforzare la presenza sui mercati”.

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