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Tra scienza e arte, la Laguna di Venezia racconta la sua fragilità

Una grande mostra al JMuseo di Jesolo

JESOLO - Tra terra e acqua, tra osservazione scientifica e sguardo artistico: la Laguna di Venezia e le Valli di Jesolo diventano protagoniste di un racconto che attraversa oltre cento opere per restituire la complessità di uno degli ecosistemi più delicati del Mediterraneo. Dal 12 maggio 2026 al 10 gennaio 2027 il JMuseo ospiterà la mostra “Tra terra e acqua. La Laguna di Venezia e le Valli di Jesolo”, un progetto espositivo che mette al centro il fragile equilibrio delle zone umide e il loro ruolo strategico per l’ambiente globale.

L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Jesolo ed è ideata e organizzata da Comediarting in partnership con Cucù. Il percorso espositivo riunisce sei artisti naturalisti del collettivo Ars et Natura, composto da Concetta Flore, Federico Gemma, Stefano Maugeri, Graziano Ottaviani, Marco Preziosi e Alessandro Troisi, guidati dall’ornitologo e coordinatore del progetto Fernando Spina. Le opere nascono da un lavoro sul campo fatto di osservazione diretta, taccuini di viaggio, studi di luce e analisi del comportamento animale, in un dialogo costante tra rigore scientifico e restituzione artistica.

La mostra è sostenuta da IMA Group come main sponsor e si avvale della collaborazione di Fondazione Lotus, Swarovski Optik e Pandion, che cureranno laboratori e attività sia all’interno del museo sia nelle Valli. Il progetto utilizza il linguaggio dell’arte naturalistica per riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente, offrendo una visione contemporanea della natura che intreccia conoscenza scientifica, sensibilità estetica e impegno per la conservazione.

Il tema della fragilità degli ecosistemi è al centro dell’intero percorso. Le zone umide vengono descritte come elementi fondamentali del ciclo globale dell’acqua, indispensabili per la regolazione delle risorse idriche e per servizi essenziali come depurazione naturale, stoccaggio e protezione dalle inondazioni. Le lagune costiere svolgono inoltre un ruolo decisivo nella mitigazione degli effetti dell’innalzamento del livello del mare, sempre più evidente nel contesto dei cambiamenti climatici.

Nonostante occupino una porzione ridotta della superficie terrestre, le zone umide ospitano circa il 40% delle specie animali e vegetali conosciute, configurandosi come uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità. Tuttavia risultano anche tra i più vulnerabili e, negli ultimi decenni, una quota significativa è andata perduta a causa dell’impatto umano.

In questo contesto, la Laguna di Venezia e le Valli di Jesolo assumono un valore strategico particolare. L’Italia, ponte naturale tra Eurasia e Africa, si colloca lungo uno dei principali corridoi migratori dell’Alto Adriatico, dove si sviluppa un mosaico di habitat che ospita durante tutto l’anno un numero elevatissimo di specie, dai limicoli artici alle anatre, dagli aironi ad altre specie migratorie.

La mostra si propone quindi come un dispositivo di conoscenza e consapevolezza, un invito a osservare e comprendere il valore di ecosistemi complessi attraverso un linguaggio che unisce arte e scienza. Il curatore scientifico Fernando Spina, già dirigente di ricerca presso ISPRA, ha una lunga attività di ricerca internazionale e oltre 130 pubblicazioni scientifiche.

Le dichiarazioni raccolte sottolineano la dimensione culturale e ambientale dell’iniziativa. Il sindaco di Jesolo Christofer De Zotti evidenzia come le Valli rappresentino uno dei paesaggi più autentici del territorio, ricordando che Jesolo è “molto più della sua spiaggia”, una città immersa nella natura tra mare, laguna e valli da pesca.

Per IMA Group, rappresentato da Alberto Vacchi, il progetto unisce arte, conoscenza e natura come strumenti di comprensione e conservazione della biodiversità. La Fondazione Lotus, attraverso Elisa Toffoli, richiama l’interconnessione tra salute degli ecosistemi e delle persone. Swarovski Optik Italia, con Franco Cernigliaro, illustra la collaborazione tecnica e l’impiego di strumenti avanzati per l’osservazione naturalistica. Dal collettivo Ars et Natura, Alessandro Troisi descrive il progetto come un ritorno alla tradizione dell’osservazione dal vero.

La mostra sarà accompagnata da un calendario di attività che coinvolgerà il JMuseo, con visite guidate, laboratori, eventi e iniziative culturali.

Tutte le informazioni sono disponibili su jmuseo.it e sui canali social ufficiali del museo.

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