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17.04.2026 - 16:23
VENEZIA - I dati sul mercato del lavoro di marzo delineano per il Veneto un quadro complessivamente positivo, con un saldo occupazionale in crescita e un numero di assunzioni superiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un andamento che conferma la capacità del sistema economico regionale di mantenere dinamismo anche in una fase non priva di complessità, pur con alcune specificità legate alla congiuntura stagionale.
A commentare i numeri della Bussola elaborati da Veneto Lavoro è il vicepresidente e assessore regionale al Lavoro, Lucas Pavanetto, che sottolinea come il risultato positivo sia in parte influenzato anche dall’anticipo delle festività pasquali. Secondo Pavanetto, infatti, questo elemento ha determinato un’accelerazione delle assunzioni nel comparto turistico già negli ultimi giorni di marzo, contribuendo in modo significativo alla crescita registrata. Il turismo, insieme ad alcuni segmenti del terziario, si conferma così tra i principali motori dell’occupazione regionale.
Nel dettaglio, il primo trimestre 2026 si chiude con un bilancio occupazionale positivo per 23.100 posizioni di lavoro dipendente, dato superiore rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2025, quando il saldo si era fermato a +21.500. Un miglioramento che trova il suo contributo più rilevante proprio nell’andamento del mese di marzo, che da solo segna un saldo particolarmente favorevole pari a +16.100, ancora una volta influenzato dalla ricorrenza delle festività pasquali e dalla conseguente apertura della stagione turistica.
La domanda di lavoro risulta in crescita sia su base mensile, con un incremento dell’11% a marzo, sia sull’intero trimestre, dove l’aumento si attesta al 6%. Il dato interessa in particolare le donne e i lavoratori over 64, confermando una dinamica occupazionale articolata su più segmenti della forza lavoro. Rimane elevata la quota di contratti part-time, pari al 29,6% del totale delle assunzioni, seppure in lieve diminuzione rispetto al 2025, sia per gli uomini, passati dal 20,2% al 19,5%, sia per le donne, scese dal 47,7% al 45,6%.
Parallelamente si registra un aumento delle cessazioni contrattuali, in particolare per fine termine e, in misura più contenuta, per i licenziamenti collettivi, segnale di una dinamicità del mercato che si muove tra nuove attivazioni e chiusure di rapporti di lavoro.
Pavanetto evidenzia tuttavia anche alcune criticità, tra cui il rallentamento del comparto edilizio, l’andamento altalenante del Made in Italy e le persistenti difficoltà nel reperimento di manodopera qualificata. Elementi che, secondo l’assessore, richiedono un’attenzione costante e un monitoraggio continuo per rispondere in modo efficace alle esigenze del territorio.
L’obiettivo resta quello di consolidare la crescita occupazionale, sostenere i settori strategici e accompagnare imprese e lavoratori in una fase di trasformazione che richiede strumenti sempre più mirati ed efficaci, in un contesto in cui i segnali positivi si intrecciano ancora con fragilità strutturali da affrontare.
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