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Nel Pacifico si sta formando un “Super El Niño”

Il riscaldamento anomalo delle acque equatoriali potrebbe superare le soglie storiche e alterare la circolazione atmosferica su scala planetaria

Nel Pacifico si sta formando un “Super El Niño”

Attesi effetti a catena su temperature, eventi estremi e siccità: l’Europa nel mirino di possibili nuovi squilibri climatici nei prossimi mesi
 
 
 

VENEZIA - Un’anomalia che nasce nel cuore dell’Oceano Pacifico e che potrebbe avere effetti su scala planetaria: gli esperti monitorano con crescente attenzione la formazione di un nuovo episodio di El Niño, destinato secondo le prime valutazioni a diventare uno dei più intensi mai registrati. Un fenomeno che potrebbe tradursi nei prossimi mesi in un aumento delle temperature oltre la norma e in una nuova ondata di estremi climatici.

Il ritorno di El Niño, infatti, si associa a un surriscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico, in particolare nella fascia equatoriale centro-orientale. Una dinamica che, nelle proiezioni attuali, ha portato alcuni meteorologi a parlare apertamente diSuper El Niño”, con la concreta possibilità di nuovi record termici e di eventi estremi come siccità prolungate e precipitazioni violente, con effetti potenzialmente estesi anche all’Europa.

Per comprendere la portata del fenomeno è necessario tornare alla sua definizione scientifica. El Niño è un’anomalia del sistema oceano-atmosfera nelle regioni tropicali del Pacifico. In condizioni normali, gli alisei spingono le acque più calde verso ovest, accumulandole in prossimità dell’Asia, mentre acque più fredde risalgono lungo le coste del Sud America. Durante le fasi di El Niño questo equilibrio si rompe: i venti si indeboliscono e le acque calde si spostano verso est, modificando in modo significativo la circolazione atmosferica globale e alterando i pattern climatici su più continenti.

Il fenomeno non ha una periodicità fissa, ma si manifesta mediamente ogni due-sette anni e può durare da alcuni mesi fino a oltre un anno. Per essere classificato come El Niño è necessario un aumento delle temperature superficiali oceaniche di almeno 0,5 °C. Le stime relative al prossimo evento indicano però valori ben più elevati, compresi tra 1,5 e 2 °C, motivo per cui si parla di un possibile “super El Niño”. Un’intensità di questo tipo è considerata rara: dal 1950 a oggi, solo una volta si sarebbero raggiunti picchi intorno ai +2,5 °C.

Nonostante gli effetti più diretti si manifestino tra Asia, Oceania e Americhe, El Niño è un fenomeno globale. Secondo i modelli del ECMWF, esiste circa il 75% di probabilità che il prossimo El Niño sia particolarmente intenso.

Uno degli effetti principali riguarda l’aumento delle temperature globali. Le fasi più forti del fenomeno sono state associate in passato a nuovi record di caldo: il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato in Europa. Un’atmosfera più calda comporta una maggiore energia disponibile, con conseguente aumento di eventi estremi come ondate di calore, siccità e precipitazioni intense. In Europa meridionale si osserva spesso una tendenza a condizioni più stazionarie, con lunghi periodi secchi alternati a piogge improvvise e violente.

Per quanto riguarda l’Italia, gli esperti sottolineano che non esiste un legame diretto e immediato tra El Niño e singoli eventi meteorologici locali. Tuttavia, il fenomeno si associa a un quadro climatico più instabile ed estremo. Le proiezioni indicano possibili estati caratterizzate da ondate di calore intense e prolungate, notti tropicali e forte stress idrico su fiumi, laghi e agricoltura.

A confermare la tendenza globale sono anche i dati climatici più recenti. Secondo il Copernicus Climate Change Service, marzo 2026 è stato tra i più caldi mai registrati a livello mondiale, con temperature medie di circa +1,48 °C rispetto ai livelli preindustriali. In Europa si sono registrate condizioni particolarmente secche, mentre in altre aree del pianeta si sono verificati episodi di piogge eccezionali, segno di un sistema climatico sempre più instabile e caratterizzato da forti contrasti.

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