Vedi tutte
veneto
19.04.2026 - 17:13
VENEZIA - Tornano a solcare i cieli d’Italia le stelle cadenti di primavera, e la notte tra il 22 e il 23 aprile 2026 si prepara a offrire uno degli spettacoli astronomici più suggestivi dell’anno. Le Liridi, tra i più antichi sciami meteorici conosciuti, promettono infatti una pioggia luminosa capace di affascinare non solo gli appassionati, ma anche chi vorrà semplicemente alzare lo sguardo e lasciarsi sorprendere.
Secondo l’Unione Astrofili Italiani, il momento migliore per osservare il fenomeno sarà tra la sera del 22 aprile e l’alba del 23, quando si raggiungerà il picco massimo di attività. Il radiante, ovvero il punto del cielo da cui sembrano originare le meteore, sorgerà intorno alle 20:45 verso Nord-Est, in prossimità della costellazione della Lira.
Proprio la vicinanza con Vega, una delle stelle più luminose del firmamento, renderà più semplice individuare la zona da cui osservare le meteore. Le Liridi si distinguono per la loro velocità, che può superare i 49 chilometri al secondo, e per la luminosità delle scie, spesso persistenti per alcuni istanti nel cielo.
Le condizioni di osservazione, quest’anno, si preannunciano particolarmente favorevoli. La Luna sarà infatti presente solo come una sottile falce crescente e non disturberà in modo significativo la visibilità, garantendo cieli più bui. In condizioni ideali si potranno osservare fino a 15-20 meteore all’ora, soprattutto nelle ore prima dell’alba, anche se già dalla sera non mancheranno le occasioni per avvistamenti.
Per assistere allo spettacolo non servono strumenti particolari: basta allontanarsi dalle luci artificiali, scegliere un luogo buio e lasciare che gli occhi si adattino all’oscurità. L’ideale è osservare il cielo nel suo insieme, senza fissare un punto preciso, perché le meteore possono attraversare l’intero orizzonte.
All’origine delle Liridi ci sono i detriti lasciati dalla Cometa Thatcher, un corpo celeste con un periodo orbitale di circa 415 anni. Quando queste particelle entrano nell’atmosfera terrestre, si incendiano per attrito, generando le caratteristiche scie luminose.
Si tratta di uno sciame meteorico noto fin dall’antichità: le prime osservazioni documentate risalgono a oltre 2.500 anni fa, in testi cinesi. Un fenomeno che unisce scienza e suggestione e che, ancora oggi, invita a fermarsi per qualche minuto e guardare il cielo.
©2024 CHIOGGIA NOTIZIE - P. Iva 01463600294 - Tutti i diritti riservati.
Email: redazione@chioggianotizie.it | Credits: www.colorser.it