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L’INTERVENTO
19.04.2026 - 19:34
Giuseppe Boscolo Palo
CHIOGGIA - “Non vorrei mai che quelle due statue, fatte quasi trent’anni fa, diventassero solo il simbolo di un ricordo”. E’ un passaggio carico di amarezza quello espresso da Giuseppe Boscolo Palo, figura di riferimento del Consorzio di tutela del radicchio, intervenuto all’Isola dell’Unione. Quelle statue sul ponte della Libertà, volute anni fa per celebrare due pilastri dell’economia locale, oggi sono a rischio.
“Due mondi che hanno accompagnato lo sviluppo e la crescita del territorio – ha ricordato Boscolo Palo – e che ora attraversano momenti di enorme difficoltà”. Il riferimento è tanto alla pesca quanto all’orticoltura, con particolare attenzione al radicchio, prodotto simbolo ma oggi in sofferenza.
Non è solo una questione economica, ma anche sociale. Nel tempo, molti ortolani hanno progressivamente abbandonato i campi per orientarsi verso il settore turistico-ricettivo, seguendo un’evoluzione naturale del territorio. E proprio sul turismo si concentra una parte dell’auspicio: “Che l’enogastronomia e tutte le attività turistiche crescano, perché questa è una città che lo merita”. Tuttavia, la crescita di un settore non può avvenire dimenticando gli altri.
Il rischio, sottolinea Boscolo Palo, è che pesca e orticoltura diventino marginali, perdendo non solo valore economico ma anche culturale. Da qui l’invito a mantenere alta l’attenzione: sostenere questi comparti significa preservare un patrimonio fatto di tradizioni, competenze e identità.
Nel suo intervento non è mancato un momento di riconoscimento istituzionale, con un ringraziamento a Gianni Moretto per il supporto garantito attraverso la Camera di Commercio e l’azienda speciale Opportunità Mercati. Grazie a questa collaborazione, il Consorzio potrà partecipare a Macfrut 2026, importante vetrina internazionale per il settore ortofrutticolo, dopo la recente presenza a Berlino.
Ma, al di là delle opportunità promozionali, restano le criticità. Il mercato del radicchio, già da mesi, vive una fase complessa: prezzi spesso al limite dei costi di produzione, quando non inferiori. Una situazione che mette a dura prova i produttori e che conferma la necessità di interventi concreti.
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