Cerca

IL BILANCIO

Annegamenti, 600 casi in due anni

Pesano imprudenza, sopravvalutazione delle capacità e mancato rispetto della bandiera rossa

Annegamenti, 600 casi in due anni

Elisoccorso in spiaggia (Foto di repertorio)

SOTTOMARINA - Annegamenti, il nuovo rapporto nazionale: il pericolo maggiore resta nelle spiagge libere, con il Veneto tra le Regioni più colpite.

Nel biennio 2024-2025 in Italia si sono registrati oltre 600 annegamenti, un dato che conferma la stabilità di un fenomeno che da più di dieci anni provoca più di 300 vittime ogni anno.

Il nuovo rapporto dell’Osservatorio nazionale istituito dal Ministero della Salute mette in luce un elemento chiave: la maggior parte degli annegamenti avviene nelle spiagge libere, dove il servizio di salvataggio non è garantito e la gestione della sicurezza è spesso assente.

Su 281 vittime in mare nel biennio, 105 casi (37,4%) sono avvenuti proprio in tratti di litorale non sorvegliati, contro il 19,6% negli stabilimenti. Un dato che pesa soprattutto nelle regioni con un’ampia estensione di spiagge libere e forte afflusso turistico.

Il rapporto colloca il Veneto al secondo posto in Italia per numero totale di annegamenti nel biennio 2024-2025: 73 casi, pari al 12,1% del totale nazionale.

Per quanto riguarda i soli litorali marini, la regione registra 15 decessi, pari al 5,3% del totale nazionale degli annegamenti in mare. Un dato significativo se si considera che il Veneto concentra alcuni dei litorali più frequentati d’Italia come Sottomarina, Bibione, Jesolo, Caorle e Cavallino e che la pressione turistica estiva è tra le più alte del Paese.

Il documento evidenzia che le spiagge libere rappresentano un elemento centrale di criticità, con un numero di incidenti con esito fatale circa il doppio rispetto alle aree in concessione.

Il rapporto richiama inoltre la necessità di una cartellonistica uniforme e chiara, soprattutto nei punti dove possono formarsi correnti di ritorno, fenomeno che interessa anche il litorale clodiense.

Il documento conferma che l’80% delle vittime è di sesso maschile e che la causa principale resta il malore in acqua, spesso tra gli anziani. Ma nelle spiagge libere pesano anche comportamenti imprudenti, sopravvalutazione delle proprie capacità e mancato rispetto della bandiera rossa.

Il presidente di Ascot Spiagge Giorgio Bellemo evidenzia come l’attenzione per il servizio di salvataggio a Sottomarina e Isola Verde sia massima anche nelle spiagge libere:

“Il rapporto è molto interessante e merita di essere letto e valutato su cosa significa oggi il servizio di salvamento. Il fatto che il numero più alto di annegamento si registri nelle zone a libero accesso è sicuramente da tenere in considerazione. Un aspetto che non riguarda Sottomarina e Isola Verde. Abbiamo infatti avuto sempre amministrazioni lungimiranti e ogni anno hanno contribuito affinché le spiagge libere siano sempre adeguatamente sorvegliate. Ci auguriamo che lo stesso valga anche per quest’anno”.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400