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veneto
21.04.2026 - 15:53
Nella foto, da sx: il vicepresidente di Agrocepi Maurizio Tagliazucchi, il presidente Corrado Martinangelo, il vicepresidente Cristian Vocaturi
VENEZIA - Dal palcoscenico internazionale di Macfrut 2026 arriva un appello che intreccia agricoltura, economia e diplomazia globale.
È qui che Agrocepi – Federazione nazionale dell’agroalimentare italiano ha lanciato ufficialmente il Manifesto dell’Ortofrutta per la Pace e l’hashtag #OrtofruttaperlaPace, un’iniziativa che punta a coinvolgere operatori, buyer e visitatori della fiera in una campagna globale per la cessazione dei conflitti e la tutela delle filiere agroalimentari.
La presentazione è avvenuta a Macfrut 2026, presso il Padiglione B2 – Stand 006, davanti a un pubblico internazionale del comparto ortofrutticolo.
Il cuore del messaggio è netto: i conflitti armati non colpiscono soltanto i popoli, ma incidono direttamente sulla produzione agricola e sulla sicurezza alimentare mondiale.
Come si legge nel Manifesto, “ogni guerra è anche una guerra contro il cibo, contro chi lo produce e contro chi ne ha bisogno”.
Un passaggio che si traduce in un appello rivolto ai principali leader istituzionali mondiali, tra cui António Guterres, Donald Trump, Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida, affinché venga privilegiata la via diplomatica, le filiere alimentari siano riconosciute come infrastrutture civili essenziali e il dialogo commerciale diventi strumento di riconciliazione tra i popoli.
Nel corso di tutte le giornate di Macfrut 2026, Agrocepi ha annunciato una mobilitazione aperta: imprese, operatori e visitatori saranno invitati a sottoscrivere il Manifesto sia attraverso i canali digitali, anche sulla piattaforma change.org, sia mediante una raccolta firme pubblica in fiera.
“L’ortofrutta rappresenta vita, cooperazione e scambio tra nazioni. Con #OrtofruttaperlaPace vogliamo dare voce agli imprenditori agricoli che chiedono stabilità, dialogo e futuro. Senza pace non esistono mercati, filiere né sicurezza alimentare”, ha dichiarato il presidente nazionale di Agrocepi Corrado Martinangelo.
Per il vicepresidente Cristian Vocaturi, la cornice della fiera rappresenta il luogo naturale per lanciare il messaggio: “Macfrut è il luogo naturale per lanciare questo messaggio: qui si incontrano economie, culture e territori diversi. L’agroalimentare può diventare un vero strumento di diplomazia economica e sociale”.
Sulla stessa linea il vicepresidente Maurizio Tagliazucchi, che ha richiamato le difficoltà quotidiane del settore: “Le imprese agricole vivono ogni giorno le conseguenze delle tensioni internazionali: aumento dei costi, instabilità dei mercati e difficoltà logistiche. Per questo l’ortofrutta italiana oggi lancia un messaggio chiaro: il cibo deve unire e non dividere”.
All’interno dello stand Agrocepi sono presenti anche tre organizzazioni di produttori: Op Finagricola, Op Apoc e Op Rheaura, esempi di filiere organizzate, sostenibili e orientate all’innovazione.
Con il Manifesto #OrtofruttaperlaPace, Agrocepi punta così a trasformare Macfrut 2026 in un momento simbolico di mobilitazione internazionale del comparto agroalimentare, riaffermando il valore universale del cibo come strumento di unione tra i popoli e motore di sviluppo sostenibile.
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