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CAVARZERE
22.04.2026 - 14:22
CAVARZERE - A 81 anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, SPI CGIL sceglie di affidare alla memoria collettiva un messaggio che va oltre la ricorrenza, rileggendo il 25 aprile come uno spartiacque tra oppressione e democrazia.
Nel suo intervento, il sindacato ripercorre il periodo precedente alla Liberazione come un ventennio segnato da violenze, privazione delle libertà, dittatura, torture, razzismo e dalla disastrosa entrata in guerra a fianco della Germania nazista.
A partire dal 1943, viene ricordato, prese forma il movimento della Resistenza, descritto come una “pianta preziosa” che contribuì ad aprire la strada a una nuova Italia, al prezzo di un altissimo tributo di vite umane e sacrificio personale.
Ampio spazio viene dedicato anche al valore del “dopo”, quando il Paese, superate le divisioni ideologiche, riuscì a trovare un punto di sintesi nella costruzione della Costituzione, considerata ancora oggi il fondamento della convivenza democratica.
Lo SPI CGIL sottolinea inoltre come le più recenti consultazioni referendarie abbiano confermato, a suo giudizio, la volontà degli italiani di difendere la Legge fondamentale dello Stato e i valori che la ispirano.
Il sindacato richiama quindi l’attenzione sulla necessità di mantenere viva la memoria soprattutto tra le nuove generazioni, come presidio di pace, libertà e giustizia, definendo questi principi un patrimonio ereditato dalla Resistenza.
Un impegno che SPI CGIL dichiara di portare avanti da anni attraverso la tutela della memoria storica e la conoscenza del passato, anche locale, in contrasto con fenomeni di oblio e indifferenza.
Nel programma delle celebrazioni a Cavarzere, organizzate insieme all’ANPI, è previsto alle 9 l’omaggio al martire partigiano dottor Flavio Busonera.
Alle 10, a Cavarzere centro in via Roma, si terrà la commemorazione con le autorità amministrative e la deposizione della corona d’alloro.
Alle 11, presso il cimitero del capoluogo, sarà reso omaggio ai partigiani Gino Conti e ai caduti della Baggiolina del 26 aprile 1945, tra cui Denzio Alfredo, Tiengo Natale, Canato Danilo, Berto Mario, Giuseppe e Gasparetto Giorgio.
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