Vedi tutte
veneto
22.04.2026 - 16:54
All’audizione emerge la crescita del gruppo guidato da Matteo Del Fante tra 13mila uffici, 49mila punti terzi e un ruolo centrale nella trasformazione tecnologica del Paese
VENEZIA - In un’audizione che ha fotografato con chiarezza il ruolo sempre più strategico di Poste Italiane nel sistema Paese, l’amministratore delegato Matteo Del Fante e il direttore generale Giuseppe Lasco hanno delineato numeri, criticità e prospettive del Gruppo, tra trasformazione digitale, servizio universale e nuove sfide industriali.
Poste Italiane si conferma il primo operatore digitale del Paese con 27 milioni di interazioni giornaliere, una rete di 13.000 uffici postali e 49.000 punti terzi, mentre nel 2025 ha gestito 1,9 miliardi di lettere e 350 milioni di pacchi consegnati. Sul territorio, è stato ribadito, non sono previste chiusure di uffici postali e il progetto Polis risulta già operativo in 5.393 sedi, pari a circa l’80% del totale, con l’attivazione di servizi della Pubblica Amministrazione e il rilascio dei passaporti.
Nel suo intervento, Del Fante ha sottolineato come “i nostri 13.000 uffici postali sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto a nove anni fa, quando abbiamo iniziato la gestione dell’azienda”, evidenziando invece l’ampliamento della rete indiretta: “Si è allargata a 49mila punti di reti terze, come tabaccai, bar ed edicole, che offrono principalmente servizi di pagamento per noi”. Parallelamente, ha aggiunto, “si è ampliata moltissimo la nostra interazione digitale con i cittadini: siamo il primo operatore digitale con 27 milioni di interazioni giornaliere”.
La presenza territoriale è stata rafforzata anche grazie al PNRR attraverso il progetto Polis, che ha portato i servizi della Pubblica Amministrazione in 7.000 uffici postali nei comuni sotto i 15.000 abitanti. Del Fante ha inoltre ricordato che Poste è “il primo operatore Spid, con circa 30 milioni di identità digitali su 33 milioni del sistema”.
Il gruppo, ha spiegato l’amministratore delegato, è organizzato in quattro segmenti. Il comparto Corrispondenza e Pacchi resta centrale e ha visto “quasi 6 miliardi di investimenti con centri di smistamento all’avanguardia”. Il dato del 2025 conferma la dimensione industriale del sistema: 1,9 miliardi di lettere e 350 milioni di pacchi consegnati.
Ampio spazio anche ai numeri della finanza e dei servizi assicurativi. Del Fante ha spiegato che Poste “gestisce più di 600 miliardi di risparmi, inclusi i 340 miliardi del risparmio postale, con 6,6 milioni di conti correnti”. Sul fronte assicurativo, “circa 20 miliardi di raccolta premi vita e 1,2 miliardi nel ramo danni, mentre Postepay ha raggiunto 95 miliardi di controvalore transato con una quota di mercato del 20%”. A questi si aggiungono “5 milioni di clienti nella telefonia tra mobile, fissa e fibra”.
Sul fronte del servizio postale tradizionale, Del Fante ha evidenziato una situazione di forte pressione economica. “Nel 2024 siamo arrivati a 32 consegne pro capite l’anno”, ha spiegato, aggiungendo che “per noi il ricavo è di un euro ogni 11 giorni e dobbiamo mantenere una rete di 50mila persone tra postini e centri di smistamento. È un business insostenibile”. Il dato strutturale è un calo dei volumi superiore al 50% dal 2014 e una perdita annua di circa 100 milioni di euro.
Nonostante ciò, l’azienda mantiene un equilibrio economico complessivo. “L’onere dello Stato rimane costante a 262 milioni di euro”, ha spiegato Del Fante, precisando che il gruppo avrebbe potuto richiedere un adeguamento fino a 700 milioni secondo Agcom, ma ha scelto di mantenere l’attuale livello.
Il sistema postale, ha aggiunto, si confronta con una trasformazione strutturale: “Poste si ritrova a gestire una rete di distribuzione complessa con volumi in picchiata”. In Europa, la Danimarca ha eliminato il servizio universale, mentre in Italia il modello resta attivo ma in evoluzione.
“La posta prioritaria esce dal servizio universale: questo ci dà più flessibilità operativa”, ha spiegato Del Fante. Il nuovo contratto del servizio universale partirà dal 1° maggio 2026 al 31 dicembre 2036.
Sul piano strategico, Del Fante ha illustrato le mosse industriali del gruppo. Sull’operazione TIM ha parlato di “un primo passo di consolidamento importante nel settore delle telecomunicazioni”, con l’obiettivo di integrare Poste Mobile e TIM.
Sempre in ambito digitale, il gruppo sarà coinvolto nel Polo Strategico Nazionale: “Poste diventa azionista direttamente”, ha spiegato Del Fante.
Il direttore generale Giuseppe Lasco ha definito il progetto Polis “un progetto permanente, una scelta strategica per riportare centralità agli uffici postali nelle aree meno densamente abitate”, confermando 5.393 uffici già operativi (80%), tutti abilitati anche al rilascio del passaporto, “un unicum a livello mondiale”.
Ha inoltre escluso ogni rischio di chiusura: “Il rischio di abbandono degli uffici postali non esiste”.
Sul fronte sindacale, Del Fante ha ribadito: “Rimaniamo sempre aperti ai sindacati”, ricordando i miglioramenti su assunzioni e salari e concludendo che “se l’azionista ha un ritorno è giusto che anche il dipendente abbia il proprio spazio”.
©2024 CHIOGGIA NOTIZIE - P. Iva 01463600294 - Tutti i diritti riservati.
Email: redazione@chioggianotizie.it | Credits: www.colorser.it