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Veneto, parte l’iter per lo psicologo di base

La Regione punta a intercettare il disagio prima del pronto soccorso

Veneto, parte l’iter per lo psicologo di base

VENEZIA - Intercettare il disagio psicologico prima che si trasformi in emergenza e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso. È questo uno degli obiettivi al centro dell’intervento del presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, oggi in V Commissione consiliare del Veneto, dove ha preso avvio l’iter del progetto di legge per l’introduzione dello psicologo territoriale.

Nel corso della seduta sono stati presentati i quattro progetti di legge depositati dalla Giunta e dai consiglieri regionali, con la decisione di avviare la costruzione di un testo unico che li integri. Il disegno di legge a prima firma di Stefani sarà assunto come testo base, sul quale confluiranno gli altri contributi. È stato inoltre annunciato che nelle prossime settimane si procederà con il ciclo di audizioni dei soggetti interessati.

“La figura dello psicologo territoriale risponde a una precisa necessità: intercettare forme di disagio sempre più diffuse prima che diventino emergenza”, ha dichiarato Stefani. “Oltre a questo, consentirà di rendere più efficiente il sistema nel suo complesso. Il motivo è evidente dalla lettura dei dati: oggi una quota rilevante degli accessi impropri ai pronto soccorso riguarda bisogni psicologici che devono trovare una risposta adeguata”.

Il presidente ha posto l’accento in particolare sulla condizione dei più giovani, definendola una generazione che chiede ascolto e risposte. “Oltre il 55% degli adolescenti riconosce forme di disagio tra i coetanei e circa uno su 10 arriva a isolarsi completamente dalla vita sociale. Non possiamo limitarci a osservare questi numeri: dobbiamo intervenire con decisione”, ha sottolineato.

Nel suo intervento Stefani ha evidenziato come, secondo le analisi richiamate, uno su quattro dei pazienti che si rivolgono alla medicina generale presenti in realtà un bisogno di natura psicologica. “Questo significa che può essere preso in carico direttamente da uno psicologo territoriale, riducendo richieste improprie sia ai medici di base sia, soprattutto, ai pronto soccorso”, ha spiegato.

Ampio spazio anche all’analisi del disagio giovanile, descritto come in crescita costante. “Stiamo assistendo a una vera e propria esplosione del disagio tra i più giovani, tra ansia, angoscia e fragilità diffuse”, ha affermato Stefani, richiamando anche l’aumento dei disturbi alimentari e il ruolo dei social network nel loro sviluppo.

Il progetto di legge si inserisce in un quadro più ampio di interventi sul welfare regionale. “Con questa legge vogliamo costruire un modello stabile, integrato con la medicina di base e i servizi sociosanitari, capace di dare risposte tempestive”, ha dichiarato il presidente. “Su questa battaglia ci metterò la faccia, come presidente della Regione e come componente del Consiglio regionale”.

Stefani ha infine richiamato le altre priorità del sistema di welfare veneto, citando la riforma delle Ipab, quella dei caregiver e il potenziamento dei posti letto nelle Rsa, come parte di un disegno complessivo di rafforzamento della rete socio-sanitaria regionale.

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