Vedi tutte
Il riconoscimento
27.04.2026 - 06:39
Nella Sala del Maggior Consiglio, il 25 aprile, un premio che unisce memoria civile ed eccellenze del territorio. Al centro, il percorso del polesano Edgardo Contato e il suo sguardo sulla cura come bene comune.
VENEZIA - Sotto i soffitti monumentali della Sala del Maggior Consiglio a Palazzo Ducale, dove per secoli si è scritta la politica della Serenissima, decine di sguardi si alzano verso il grande Leone alato. È il 25 aprile, giorno della Liberazione e del Patrono di Venezia, San Marco. L’eco dei passi si mescola all’applauso quando il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, consegna un riconoscimento speciale a Edgardo Contato, manager sanitario nato in Polesine e per anni volto della sanità veneziana. Un gesto, apparentemente semplice, che racchiude due messaggi potenti: la gratitudine verso chi ha tenuto unito il sistema nei momenti più difficili e l’invito a immaginare, con pragmatismo, la sanità che verrà. È la grammatica del Premio “Festa di San Marco”, appuntamento identitario promosso dall’amministrazione comunale di Venezia per premiare le “eccellenze” che trasformano ogni giorno, in modo concreto, la vita delle comunità metropolitane.
Per approfondire leggi anche:
Il Premio “Festa di San Marco” è diventato negli anni una sorta di “bilancio sociale” della città metropolitana: non una celebrazione autoreferenziale, ma un esercizio pubblico di riconoscenza verso cittadini, associazioni, istituzioni, corpi intermedi che hanno lasciato un segno tangibile in campi decisivi – dalle scienze all’artigianato, dall’industria allo sport, dalla scuola alla sicurezza, fino all’impegno sociale. A scandire il percorso c’è un metodo chiaro: la raccolta delle candidature, la valutazione da parte del Comitato del Premio, la cerimonia del 25 aprile nella Sala più simbolica della città, con l’assegnazione delle onorificenze anche su segnalazione dei 43 Comuni della Città metropolitana e del mondo produttivo, universitario e sportivo. È un dispositivo civico che restituisce alla festa del Patrono la sua natura collettiva.
Per approfondire leggi anche:
Chi è Edgardo Contato? Un manager sanitario di lungo corso, formatosi come infermiere e poi approdato alla direzione strategica, che ha guidato l’Azienda Ulss 3 Serenissima dal 1 marzo 2021 fino alla conclusione del mandato nel 2026. Nella sua traiettoria professionale ricorrono alcune parole-chiave: “integrazione territoriale”, “prevenzione”, “umanizzazione delle cure”. Termini che, nel lessico della sanità pubblica, non sono slogan: implicano la capacità di tenere insieme ospedale e territorio, reparti e servizi di prossimità, percorsi clinici e reti sociali. Proprio questa visione – più volte ribadita dallo stesso Contato negli ultimi mesi di mandato – è diventata un baricentro del dibattito sulla sanità veneta post-pandemica.
Per approfondire leggi anche:
Non è la prima volta che il lavoro svolto dall’Ulss 3 Serenissima sotto la direzione di Edgardo Contato entra nella mappa delle “eccellenze” cittadine. Nel 2022, all’interno del “Premio San Marco”, l’Ulss 3 – con il suo Direttore generale, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione e il Direttore Sanitario – venne esplicitamente citata per l’impegno nella gestione della pandemia e della campagna vaccinale, a testimonianza di un sistema che ha saputo adattarsi all’emergenza con rapidità e responsabilità. Quell’annotazione ufficiale, registrata negli atti pubblici della manifestazione, oggi fa da cornice storica alla scelta di attribuire a Contato un riconoscimento speciale.
Scegliere la Sala del Maggior Consiglio non è una soluzione di facciata. È qui che la Repubblica di Venezia metteva in scena – letteralmente – la propria idea di governo: un luogo dove il “noi” aveva forma, regole, responsabilità. Portare su questo palcoscenico le storie di operatori sanitari, volontari, ricercatori, artigiani, è un modo per ribadire che la cittadinanza non è un fatto astratto, ma si misura nelle azioni quotidiane. La potenza del contesto – un capolavoro del gotico veneziano – aggiunge profondità alla cerimonia: tra le tele monumentali e le cronache dipinte della città, il presente dialoga con una memoria lunga secoli.
Nel lessico del Premio “Festa di San Marco”, il “riconoscimento speciale” non è un semplice titolo onorifico. È uno strumento flessibile pensato per premiare percorsi che, per qualità e impatto, travalicano le categorie standard della selezione: carriere esemplari, leadership esercitate in contesti ad alta complessità, progetti simbolici. La sua assegnazione da parte del Sindaco – nella cornice di un evento istituzionale promosso dall’Amministrazione comunale – dà a questo gesto una valenza pubblica forte, che parla alla città intera. Negli anni, il Premio ha dimostrato di saper accendere riflettori tanto su figure note al grande pubblico quanto su protagonisti “silenziosi” della vita civile: un equilibrio prezioso, soprattutto oggi.
Nelle interviste rilasciate a fine mandato, Edgardo Contato ha insistito su un concetto strategico: la sanità del futuro si gioca “sul territorio”, con medicina di prossimità, case di comunità realmente operative, integrazione tra professionisti e livelli di cura. Non un auspicio vago, ma la prosecuzione coerente di ciò che ha funzionato nei momenti di stress del sistema. Il riconoscimento del 25 aprile valorizza proprio questa traiettoria, chiedendo alla politica, alle aziende sanitarie e ai cittadini di non disperderla.
©2024 CHIOGGIA NOTIZIE - P. Iva 01463600294 - Tutti i diritti riservati.
Email: redazione@chioggianotizie.it | Credits: www.colorser.it