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AMBIENTE
27.04.2026 - 14:33
L’associazione torna sull’abbattimento del platano e sull’accesso agli atti negato
CHIOGGIA -E’ partito tra le proteste dei residenti il cantiere per la costruzione del nuovo asilo in via Nicolò Zeno, un intervento che ha riacceso il dibattito sul futuro dell’area e sulla gestione del verde pubblico in città.
Ad intervenire in supporto dei residenti anche l’associazione Amico Giardiniere, che in occasione dell’incontro di domenica con i soci della sezione Laguna Sud ha fatto il punto sulle azioni intraprese per chiedere chiarimenti all’amministrazione comunale, accusata di anomalie nella gestione del patrimonio arboreo cittadino e di mancanza di controlli sulle operazioni di abbattimento.
“L’associazione si è pronunciata a sostegno dei concittadini di quartiere - spiega in una nota -, offrendo gratuitamente la sua consulenza e rilevando anche nelle impostazioni del cantiere diversi illeciti, come la mancanza dei cartelli previsti per legge, via vai di persone che vi accedono senza usare i Dpi e, soprattutto, nessuno che controlli, nonostante i cittadini abbiano fatto segnalazioni. Purtroppo non è più possibile fermare questi abbattimenti ma il cantiere andrebbe bloccato perché non vengono rispettate le regole”.
Nei giorni scorsi i cittadini avevano anche avviato una raccolta firme spontanea per fermare quello che viene definito “uno scempio” dei giardini. Chi desidera aderire può contattare il numero 3286861598.
Sul piano più generale, l’associazione torna anche sulla vicenda dell’abbattimento del platano secolare del Comune di Chioggia. “A tre mesi dall’abbattimento dell’unico platano secolare del Comune di Chioggia, abbattuto nel giro di una mattina con un cantiere posticcio il 21 gennaio 2026 - scrive l’associazione -, l’ufficio ambiente ha rifiutato ripetutamente l’accesso agli atti che avrebbero dovuto permettere ad Amico Giardiniere di controllare la perizia più volte citata dal sindaco Mauro Armelao e dall’assessore all’ambiente Serena De Perini”.
In seguito a questa situazione, il presidente dell’associazione, Francisco Panteghini, ha annunciato la decisione di procedere legalmente contro il dirigente Lucio Napetti, titolare anche dell’ufficio ambiente.
Parallelamente, l’associazione comunica di aver ottenuto lo sblocco delle attività di pulizia della laguna, precedentemente vietate dal Comune a marzo 2025. Il divieto era stato motivato con due argomentazioni: “che la laguna fosse fuori dal territorio comunale e che il modo in cui la barca usciva settimanalmente non fosse compatibile con le autorizzazioni previste per i clean up del nuovo regolamento della città metropolitana”.
Dopo mesi di studio e confronto con la Capitaneria di porto e l’autorità di bacino, l’associazione ha riferito che lo studio della legge cosiddetta “salvamare” ha risolto la questione: “tutti coloro che, per sbaglio oppure per raccolta volontaria, raccolgano in ambiente marino-lagunare tutte le acque interne incluse possono conferirle gratuitamente al comune da cui sono salpati. Unico obbligo è quello di comunicare e concordare il luogo dello sbarco delle immondizie raccolte”.
Il gruppo ha quindi annunciato la ripresa delle attività: la barca sarà portata in cantiere per una piccola manutenzione e le operazioni di pulizia riprenderanno a maggio. L’associazione ha invitato i cittadini a sostenere le iniziative e a partecipare, contattando il numero 328 7021253.
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